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Palermo, 25 dic – Poteva la Chiesa cattolica evitare, anche solo per le festività, di abbracciare la retorica immigrazionista assurta a ideologia “ufficiale” con l’avvento di Francesco al soglio pontificio? Domanda retorica: se il Natale è l’evento più importante del ministero petrino, non poteva ovviamente mancare di adeguarsi al nuovo corso del Vaticano. Trascinando nella mischia persino Gesù.

Per Natale Gesù diventa nero

Protagonista dell’episodio è l’arcidiocesi di Palermo, dove è andato in scena l’ennesimo capitolo della saga. Il contesto è quello della messa di Natale, che tradizionalmente chiama a raccolta migliaia di fedeli.

E’ qui che si fa largo, ad un certo punto, una piccola processione. Già la sua composizione non lasciava spazio a dubbi: sei bambini italiani e due stranieri, con in testa una coppia mista (uomo italiano, donna di origine africana) incaricati di portare una statuetta del bambino Gesù dalla pelle nera. Consegnato all’arcivescovo celebrante, Giuseppe Lorefice, questi l’ha baciato e mostrato agli astanti, prima di consegnarlo ai parroci concelebranti.

L’arcivescovo immigrazionista

La scelta dell’arcidiocesi del capoluogo siciliano non è un fulmine a ciel sereno. Più volte l’arcivescovo Lorefice ha infatti dato pubblicamente prova dei suoi sentimenti in favore dell’accoglienza senza se e senza ma. Ad esempio quando, in visita a Lampedusa, ha parlato di “migranti portatori di ricchezza”. Per non dire degli strali lanciati contro chi – Salvini in testa – ha tentato di arginare il fenomeno degli sbarchi. Senza dimenticare le numerose capatine al porto di Palermo per accogliere di persona sul suolo dell’isola le navi zeppe di clandestini raccolti nel mediterraneo dai trafficanti di esseri umani, arrivando a definire le Ong “un dono di Dio”.

Al netto dell’iconografia cristiana “classica” – palesemente sovvertita – e dei numerosi studi sulle origini etniche del Gesù, non è insomma la prima volta che l’arcidiocesi del capoluogo siciliano si presta ad operazioni di questo tipo. Arrivando così finanche anche a piegare il Natale ai propri scopi.

Nicola Mattei

9 Commenti

  1. Questo mi pare un “bel” esempio di razzismo strumentale… E’ Natale…, facciamoLo Celeste e finiamola lì.

  2. prima o poi bisognerà affrontare il tema della sessualità nella Chiesa senza troppe remore;

    può darsi,ipotesi teorica, che nella omosessualità latente di alcuni preti,dietro ad un bimbo nero usato come feticcio di questa nuova religione che NULLA ha a che vedere con la Bibbia,si nasconda il desiderio inconfessabile di vedere l’uomo nero (ex vulgata potente e supedotato anche quando non lo è per nulla) penetrare in tutti i sensi – compresi quelli carnali – la nostra cultura e la nostra popolazione.

    visto che le scelte sessuali sono cosa lecita e personalissima,mi domando perchè alcuni preti non lascino direttamente l’abito talare per vivere in pace la loro sessualità come meglio credono,senza stravolgere secondo i loro desideri una Religione che sembra proprio non appartenere loro per nulla.

    certo che con Papa Wojtjla tutti questi “gesù bambini neri” non si vedevano affatto…

    • “… questa nuova religione che NULLA ha a che vedere con la Bibbia…”

      Eh, purtroppo, Blackwater, non è così, anzi, esattamente il contrario: a parte certe distorsioni bergogliane sulle quali bisognerebbe fare un lungo e difficile discorso a parte – in sostanza, stanno facendo uso delle Sacre Scritture (Antico e Nuovo Testamento) alla maniera protestante, quindi interpretate alla lettera e secondo parametri moralistico-sociali oltre che sentimentali. E tecnicamente parlando, non si può certo accusare il signor Bergoglio di non seguire i Vangeli.

      Leggetevi attentamente i versetti al collegamento in basso:

      http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Mt25%2C35-45

      Badate, si i tratta solo di un piccolo esempio tra i tanti che si potrebbero fare…
      Il punto è che le parabole evangeliche prestano il fianco a un certo tipo di strumentalizzazioni. Ma è un problema generale di tutto il cristianesimo.

  3. da dedicare a questo signore vestito da sacerdote,un formidabile sketch del 1958; lo si trova facilmente su YT con gli attori Gianni Agus e Ugo Tognazzi,quest’ultimo con tanto di “black face”, cercando:

    UGO TOGNAZZI GIANNI AGUS “ANGELI NE*RI (1958)

    fermo restando che personalmente non amo le parodie su base etnica,interessante vedere guardare sketch non solo per apprezzare i danni che il “politically correct” ha fatto in questi anni,ma anche come testimonianza di come ancora dopo 60 anni dopo la situazione africana è rimasta quella di allora nell’immaginario collettivo,tanto che probabilmente tanto “immaginario” non lo è proprio,

  4. Cristo neűro ….. beh , era ebreo …..
    biondo con gli occhi azzurri magari
    no , anche se ci sono Palestinesi
    biondi …..
    , ma in Sicilia ci sono stati i Normanni ..
    (Nord man)

    questo pretaccio è solo un
    IDIOTA .

    • Il Papa ha è astuto.
      Sa che il meridione è un territorio a forte emigrazione.Così sarà facile pensare di sostituire gli autoctoni con africani e mediorientali,nonché rabbonire chi rimane.

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