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Roma, 19 dic – L’operazione contro la ‘ndrangheta “Rinascita-Scott”, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia con il coordinamento della Dda di Catanzaro, ha portato all’arresto di 334 persone in tutta Italia. Un numero decisamente impressionante, che evidenzia (per quanto purtroppo è cosa tristemente nota) il radicamento, la capillarità e la potenza criminale della malavita organizzata. L’aspetto però più scioccante del maxi blitz di oggi, ha però a che fare con le persone arrestate. In molti casi si parla infatti di “rispettabili” professionisti anche di un certo livello: politici, avvocati, commercialisti, funzionari dello Stato. Non parliamo dunque di “semplici” spacciatori o mezze calzette del crimine.

I politici arrestati

Tra gli arrestati vi è ad esempio l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, accusato di associazione mafiosa. Appartenente alla massoneria, Pittelli avrebbe detto riferendosi alla loggia romana alla quale avrebbe voluto aderire: “Il rito scozzese ti apre le strade e le autostrade mondiali”. C’è il sindaco di Pizzo nonché presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, del Partito Democratico. C’è l’ex consigliere regionale del Pd Pietro Giamborino (finito ai domiciliari) e il segretario del Psi calabrese, Luigi Incarnato (anche lui ai domiciliari). Il gip ha inoltre imposto il divieto di dimora nella regione Calabria per l’ex parlamentare nonché ex assessore regionale del Pd Nicola Adamo, adesso indagato per traffico di influenze.

E ancora, tra gli arrestati vi è l‘ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Teramo Giorgio Naselli, che è stato trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. L’operazione ha poi smantellato le organizzazioni della ‘ndrangheta operanti nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi.

416 indagati in tutta Italia

In totale gli indagati sono 416, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Le forze dell’ordine hanno inoltre notificato un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa 15 milioni di euro. Si tratta di un’operazione frutto di indagini durate molti anni, che coinvolge diverse regioni italiane: la Calabria certo, ma anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. Arresti sono stati effettuati anche in Germania, Svizzera e Bulgaria.

“E’ la più grande operazione dopo il maxiprocesso di Palermo“, ha dichiarato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. “Abbiamo disarticolato completamente le cosche della provincia di Vibo – ha aggiunto – ma ha interessato tutte le regioni d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Nell’ordinanza ci sono 250 pagine di capi di imputazione. E’ stato un grande lavoro di squadra fatto dai carabinieri del Ros centrale, di quello di Catanzaro, e del Comando provinciale di Vibo Valentia. Alla fase esecutiva dell’operazione hanno preso parte circa 3.000 militari con tutte le specialità, dal Gis al Tuscania ai Cacciatori, tutte le sezioni Ros d’Italia e tutti i carabinieri della Calabria”.

Eugenio Palazzini

 

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