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Milano, 27 ago – Che gioiellino di azienda startup aveva messo in piedi l’ex-bocconiano Guglielmo Stagno d’Alcontres. Straberry, mini-impero da 7 milioni e mezzo di euro, fiore all’occhiello della neo imprenditoria a km zero: solidale, umana, radical chic, pluripremiata per l’impegno ecologista. Il must per tutti i milanesi del centro che si facevano consegnare, tramite chiamata con apposita app, la loro brava cassetta di frutti di bosco a mezzo apecar – quanto non è «paracula», quanto non strizza l’occhio agli echi strapaesani la specifica scelta del mezzo? Che non te la fai una macedonia di fragole in terrazza mentre si chiacchiera di diritti dei migranti, sostenibilità ambientale e parità di genere? Peccato, davvero peccato che l’indagine condotta dalle Fiamme Gialle abbia fatto emergere un inferno di sfruttamento dell’immigrazione, coercizioni, insulti razzisti ai braccianti – rigorosamente reclutati nel centro d’accoglienza di via Corelli tramite passaparola – paghe da schiavi (4,5 euro all’ora per nove ore al giorno).

Oggi, il Corriere e Repubblica pubblicano le intercettazioni telefoniche che inchiodano al muro il patron di Straberry: «Questo deve essere l’atteggiamento perché con loro devi lavorare in maniera tribale, come lavorano loro, tu devi fare il maschio dominante (ride), è quello il concetto, io con loro sono il maschio dominante». Queste le parole di Guglielmo Stagno d’Alcontres mentre illustrava telefonicamente la strategia di gestione della forza lavoro. E poi ci sono le testimonianze degli stessi braccianti, da cui emerge, come dichiarato dallo stesso giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi, un «quadro desolante, francamente degno di ben altra epoca e contesto, emerso dalle indagini», che «denota una visione meramente economica del lavoratore, inteso come mezzo produttivo da “spremere” per conseguire un maggior margine di profitto».

Uno dopo l’altro, i braccianti hanno raccontato alle Fiamme gialle le condizioni settecentesche cui dovevano sottostare per poter lavorare in quel popo’ di azienda innovativa, premiata due volte dalla Coldiretti. Così ad esempio il padrone istruiva i lavoratori in vista dei controlli fiscali: «Se lui chiedere quanto prendere soldi una persona azienda, tu bisogno dire “io non lo so”». E poi: «Tu devi dire “io no pagare orario ma pagare giornata, giornata prendiamo più o meno 50 euro”». Proprio così, con i verbi all’infinito presente, che fa molto Via col vento.

«Non c’era nessun tipo di rispetto nei miei confronti e nei confronti dei miei colleghi», spiega un immigrato. In azienda «erano molto offensivi, sempre, usavano parole come coglione, negro, negro di merda, animali. Queste sono le parole che io mi ricordo anche perché spesso non riuscivo a capire tutto quello che dicevano». Un altro bracciante racconta invece della chiusura del proprio contratto: «Si è rivolto a me (D’Alcontres, ndr) e ha iniziato ad urlarmi in faccia che dovevo firmare la lettera per annullare il contratto e mi ha detto che siamo dei poveracci africani che non hanno niente. Poi mi ha spintonato violentemente provando a buttarmi fuori dall’ufficio e mentre mi spingeva continuava a venirmi sulla faccia e continuava ad urlare e sputacchiarmi in faccia. Io però gli ho detto che finché non mi dava i miei soldi non me ne sarei andato da lì».

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. classici sinistrati nel cranio…
    anzi,sinistronxi.
    perchè se alle loro idee marce e bacate credessero davvero,
    almeno sarebbero giustificabili….
    come dire,sono dei deficienti,ma non è colpa loro:
    non riescono a capire.

    ma ormai tutti ci siamo resi conto che
    i sinistri sono degli ipocriti a livello putrefazione,
    e perseguono i loro marci interessi a costo di distruggere
    tutto quello che hanno intorno..
    SONO DEI NEMICI,altro che.
    e come nemici andrebbero trattati

  2. Ma che brava persona “stagno” o FOGNA d’ ElCess e quanti nomi per un solo stronzo …
    mi ricorda Bernarda Enrico Levy …. quanti nomi per essere un SOLO bastardo .

    Certo hanno grandi sponsor … uno su tutti Cecco Sbergo , il biancovestito di ROMA ….
    dio (minuscolo) vi chiederà conto !!!

    peccato Cecco che il tuo dio non sia il NIO DIO ! e tu hai un posto prenotato affianco ad Alessandro VI , a meno che tu non ti PENTA per le porcate fatte fin’ ora ….

    Il parlare di Stagno o Fogna , pare quello di un razzista …. peccato che io , RAZZISTA , non parlerei così di chi lavora per me , quale che sia
    il colore della sua pelle ….
    potendo non assumerei NEGRI , ma , se si …. sono lavoratori COME gli altri …..
    stupiti ? non avete capito un cazzo dei RAZZISTI !

    peggio di noi Stagno e Cecco !!!!

    RAZZISMO (non ODIO razziale !) :
    riconoscere che gli uomini sono divisi in razze , ognuna con specifiche caratteristiche .
    p-es. i NEGRI non galleggiano e non fanno gare in piscina ….

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