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Trieste,13 ott – “No al green pass”: i lavoratori portuali di Trieste non mollano e respingono il tentativo di compromesso da parte del governo con l’offerta di tamponi gratuiti. E annunciano per venerdì 15, giorno di entrata in vigore dell’obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori, il blocco del porto di Trieste.



Portuali di Trieste: “No al green pass, il 15 ottobre blocchiamo le operazioni”

“Ribadiamo che come già preannunciato in precedenza, il giorno 15 ottobre ci sarà il blocco delle operazioni all’interno del porto di Trieste. Siamo venuti a conoscenza che il governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste, e che si paventano da parte del presidente Zeno D’Agostino le dimissioni – si legge in una nota del Clpt-Coordinamento lavoratori portuali Trieste pubblicata sulla pagina Facebook -. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori. Ricordiamo al presidente D’Agostino che nel momento in cui lo Stato lo ha colpito, i suoi portuali lo hanno difeso a spada tratta. Ora che i portuali hanno deciso di difendere loro stessi e le altre categorie di lavoratori con le sue dimissioni dimostra di non voler lottare al loro fianco”. D’Agostino è il presidente dell’Autorità portuale del mare Adriatico Orientale che ha minacciato di dimettersi.

Clpt: “Eventuali dimissioni presidente D’Agostino da imputare totalmente al governo”

Il comunicato del Clpt è corredato di un commento, sempre sulla pagina Facebook, in cui i portuali puntano il dito contro il governo per le eventuali dimissioni del presidente. “Deve essere chiaro a tutti che le eventuali dimissioni di D’Agostino sarebbero da imputare totalmente al governo“, si legge. “E’ il governo che ha emesso il ricattatorio decreto green pass per lavorare che ha suscitato la giusta reazione dei lavoratori”, vanno all’attacco i portuali. Ancora, “è il governo che invece di porre rimedio al danno fatto stando ad ascoltare i lavoratori, ha voluto scaricare le sue responsabilità su D’Agostino, a cui ha chiesto di trovare un rimedio”. “Ed è sempre il governo – conclude il Clpt – che D’Agostino non lo ha voluto nemmeno ascoltare intestardendosi a voler mantenere a tutti i costi in vigore il decreto”.

Salvini contro la Lamorgese: “Tamponi gratis per i portuali di Trieste sì. E per gli altri milioni di lavoratori invece zero?”

Il punto quindi non sono i tamponi gratuiti per i lavoratori – che il Viminale in una circolare ha chiesto di addebitare alle aziende. Il punto è che i portuali di Trieste (il cui 40% non è vaccinato) chiedono che sia rimosso l’obbligo del green pass, altrimenti bloccheranno le operazioni. Un blocco che impatterebbe su tutto il traffico merci del Paese. Intanto scoppia anche la polemica politica, dopo la mossa del Viminale nel tentativo di “comprarsi” i portuali. Ad andare all’attacco del ministro dell’Interno è Matteo Salvini. “Ah! Quindi tamponi rapidi e gratuiti per i lavoratori del porto di Trieste senza green pass, si possono fare, per evitare problemi. E per gli altri milioni di lavoratori invece zero? Lamorgese inadeguata“, dichiara il leader della Lega. Intanto anche a Genova i portuali no green pass minacciano di bloccare tutto venerdì.

Adolfo Spezzaferro



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