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Roma, 13 ott – Non solo Natura Sì, aumentano di giorno in giorno le aziende che pagano i tamponi ai dipendenti. D’altronde introducendo il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, il governo – tra le altre cose – non ha fatto i conti con i problemi evidenti che questa misura avrebbe arrecato alle grandi imprese. Una di queste è l’ex Ilva, con circa 1.800 dipendenti senza certificato verde. Per questo Acciaierie Italia ha deciso di pagare i tamponi ai lavoratori, ogni 48 ore, per consentire loro di accedere al luogo di lavoro. Insomma negli stabilimenti di Taranto – dove a regime lavorano oggi 5.500 persone, più 3.800 operai di ditte appaltatrici – c’è un consistente numero di lavoratori non vaccinati. Così l’11 ottobre Acciaierie Italia ha fatto sapere ai sindacati che pagherà direttamente il costo dei tamponi a chi non è munito di green pass.



Ex Ilva paga i tamponi ai lavoratori non vaccinati, ma ingressi separati

Dal 15 ottobre, con l’entrata in vigore del pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, all’ex Ilva ci saranno poi due ingressi separati per vaccinati e non. Chi ha il green pass provvisorio, ottenuto quindi tramite il tampone, entrerà dunque da un apposito varco. “L’azienda – scrivono i sindacati Fim, Fiom, Uilm – si farà carico dei lavoratori non vaccinati che potranno effettuare il tampone dal lunedì al sabato dalle ore 08,00 alle 20,00 e domenica dalle 09,00 alle 14,00 presso la Farmacia Clemente al rione Tamburi. L’appuntamento dovrà essere preventivamente comunicato tramite e-mail o centralino”.
Per i test gratuiti – o per meglio dire con costi a carico dell’azienda – è stata dunque siglata un’apposita convenzione con la citata farmacia. Stando a quanto riportato da Il Mattino, a fine anno l’azienda avrà sborsato circa un milione di euro per questa operazione.

Anche alla Ducati tamponi gratuiti 

Ma l’ex Ilva non è l’unica grande azienda a pagare i tamponi ai dipendenti non vaccinati. Anche la Ducati Motor ha deciso di optare per questa soluzione. Scelta simile a quella di molte altre aziende emiliane. Aspetto rimarcato dalle sigle sindacali: “Stanno aumentando le aziende metalmeccaniche di Bologna, a partire dalle grandi imprese e dai gruppi più importanti del territorio, che stanno concordando o comunicando ai rappresentanti sindacali di accogliere le richieste sindacali della gratuità del tampone, attraverso diverse modalità”.

Alessandro Della Guglia

 



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