Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 nov – Circondata da una aureola di luce soffusa, sapientemente studiata, a mani giunte, la voce implorante. Le mancava il velo in testa. E poi la richiesta: «Ti prego, non ostacolate al Senato la legge contro l’omofobia». Così Nostra Signora del Finto Pathos Barbara D’Urso si è rivolta a Giorgia Meloni ospite della puntata di Live – Non è la D’Urso trasmessa ieri, domenica 8 novembre.

Spalle al muro

Bel tentativo quello della D’Urso, che cerca così di mettere spalle al muro la leader di Fratelli d’Italia, al termine di una lunga intervista e con poco tempo per una risposta adeguata, buttando lì il ricattuccio morale: la preghiera (parola utilizzata più volte, l’uso della prece non è causale, chi è così cattivo da non farsi commuovere da una preghiera?) di non mettere i bastoni tra le ruote a chi vorrebbe vedere approvata in Senato la legge contro l’omotransfobia, fresca dell’ok della Camera avvenuto qualche giorno fa.

Preghiere ed emozioni

La presentatrice la butta sulle emozioni, suo marchio di fabbrica: «Una preghiera mia personale. Sai che ci conosciamo da moltissimi anni io e te. Non voglio una risposta ma devo farti una preghiera», implora la D’Urso sfoderando la migliore delle sue espressioni contrite. «Ti prego, non ostacolate al Senato la legge contro l’omofobia. Ti prego. So che la pensi diversamente. È una cosa per cui io lotto da quindici anni. Ho buttato questa palla a te, sapendo che sei una persona intelligente e quindi sai di cosa sto parlando». Quindi cosa intende la D’Urso? Che se la Meloni non si prodigasse per fare passare il Dl Zan, cesserebbe di essere una persona intelligente? Che l’iter dell’approvazione o meno di una legge deve basarsi sul pathos emanato dalla presentatrice?

La Meloni non cede

La Meloni, fortunatamente, non si lascia intenerire e puntualizza che il Dl Zan non va a colpire solo l’omofobia: per contrastare tale fenomeno, peraltro, non è necessario un nuovo intervento legislativo dal momento che la nostra Costituzione stabilisce già il divieto di discriminazione fondata su condizioni personali e il nostro diritto penale già prevede pene per qualsiasi aggressione ingiustificata verso omosessuali in quanto tali. Ma il dl Zan presta il fianco alla china, pericolosissima e liberticida, che prevede l’etichetta di «omofobo» e la sua persecuzione a livello legale per coloro che rifiuteranno il modello culturale proposto dalle lobby Lgbt. E questo, la D’Urso evita accuratamente di puntualizzaro.

«Non è un tema che puoi aprire in chiusura quando non ho tempo per rispondere», attacca. «Combattiamo tutti l’omofobia, cosa diversa è fare una legge che diventa un modo per impedire che le persone pensino o dicano che l’utero in affitto non è una pratica di civiltà o per dire ai ragazzini delle elementari, ai quali giustamente non è mai stata portata l’educazione sessuale, che oggi si debba spiegare cos’è un omosessuale». «Io penso che a queste cose a quell’età, quando i bambini non hanno gli elementi per metabolizzare, ci debbano pensare le famiglie e non lo Stato».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Io comprendo, Meloni e Salvini, che vanno ad elemosinare briciole di visibilità da questa imbonitrice da strapazzo, cercano di pescare tra l’elettorato dei cerebrolesi che visionano la televisione spazzatura. Il problema risiede nel fatto che, già, la ” Gaglioffa ” D’Urso aveva teso un agguato mediatico a Salvini, quando Fontana era ministro della famiglia, inalberandosi sulle famiglie ” arcobaleno “, quindi, la Meloni doveva sapere a che cosa sarebbe andata incontro. Merdiaset è una marmaglia di criminali che, da svariati decenni, si occupa di obnubilare le coscienze collettive con programmi per ” Nullatenenti Mentali “. Vivono di mistificazioni seriali, la più incredibile, a mio parere, è l’inganno riguardante Maria Giordano e Mario De Filippi, due travestiti che hanno scambiato le vocali finali dei nomi, (probabilmente fittizi), che si sono attribuiti. Ancora non mi capacito, di come possano le persone non rendersi conto che sono due esseri che interpretano ruoli di genere invertiti; ci sono spettatori che credono che per un ” supposto ” maschio, (Maria Giordano), sia normale non avere un filo di peluria facciale ed avere una voce squillante da ” Castrato “, come se non avesse ancora raggiunto la pubertà. Oppure che una ” donna ” (Mario De Filippi) abbia una voce roca come, il defunto, Sandro Ciotti. Questa è il potere della televisione, divulgare falsità e portare alla ribalta esseri abominevoli sdoganandoli, a poveri d’intelletto, come nuovi idoli da venerare, in questo Merdiaset è Maestra!

    • Sul ruolo interpretato da decenni da Mediaset non si discute, appare evidente: supina ai poteri a lei superiori, fondamentalmente passiva, la carotina pronta per tutti ed ostracismo totale verso culture superiori non materialiste, tradizionali, classiche e fortemente, orgogliosamente, critiche. Pragmatismo tette e culi ieri, pragmatismo solo culi oggi. Un vuoto a perdere come la “famiglia-venezia” dirigente.Salvo improbabili colpi di coda della figlia primogenita.
      Circa invece M.Giordano, uno dei miei “osservati speciali”, non concordo con J17. L’ ho letto parecchio sulla Pravda = La Verità locale (sulla quale scrive A.SCIANCA), ho letto alcuni suoi testi e come al solito in TV tutti e tutto non rendono fino in fondo! Del suo difetto vocale ne ha parlato con il cuore lui personalmente, non è un cuor di leone (ma chi oggi lo è veramente? visto che poi alla prova dei fatti si tratta di un attimo fuggente), ma tra le righe bisogna saper leggere…
      E’ bene che una volta per tutte si definisca cosa è o non è aggregabile (da “gregario”), in politica “meglio soli che non accompagnati” non funziona.
      PS Abominevole è p.es. un certo L.Telese che si è intromesso, andando alla ribalta con nonchalance, tra le disgrazie e scomparse di tanti patrioti camerati della fine millennio. Tanto per capirci di più.

Commenta