Roma, 20 gen – In due articoli precedenti, abbiamo riportato le testimonianze rese alla trasmissione televisiva Fuori dal coro da due pazienti respinti dall’Istituto ortopedico Galeazzi, perché non erano in possesso del super green pass, e successivamente il comunicato della direzione sanitaria dell’ospedale milanese. Visto che la vicenda aveva ancora dei punti fumosi, abbiamo raggiunto telefonicamente il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario del Galeazzi e firmatario della circolare interna che ha imposto delle limitazioni agli attuali ricoveri.

Professor Pregliasco, abbiamo già contattato l’ufficio stampa del Galeazzi, il quale ci ha inoltrato il vostro comunicato. Volevamo però chiedere a lei ulteriori chiarimenti.

In questo momento, abbiamo dovuto limitare gli interventi non urgenti per forza di cose, come il personale ospedaliero malato e la riduzione di cento posti letto per la gestione dei pazienti Covid. Perciò, dato che non riusciamo a rispondere a tutte le esigenze, abbiamo stabilito delle linee guida per le équipe mediche. Se un soggetto è fragile, è meglio posticipare l’intervento a un momento più tranquillo. Ad esempio, se un paziente ha l’alluce valgo, una patologia fastidiosa ma che non mette a repentaglio la vita, e un problema cardiaco, questo non è il momento per sottoporsi a tale intervento. Anche se manteniamo la massima attenzione, ci possono essere casi di Covid e, quindi, i pazienti fragili potrebbero infettarsi nel loro passaggio ospedaliero. Ovviamente, i pazienti che necessitano cure nel breve termine vengono trattati immediatamente ma, avendo l’ospedale pieno, non riusciamo a far fronte a tutte le richieste.

Lei ha dichiarato che le persone non coperte dal vaccino possono essere considerate soggetti fragili anche se non sono affette da altre patologie.

Sì, esattamente. Una persona non vaccinata è un soggetto fragile perché esposta a maggior rischio.

Quindi il non essere vaccinato è un’ulteriore discriminante per l’équipe medica che deciderà le tempistiche di un intervento chirurgico?

Tra gli elementi di giudizio, valutiamo anche lo stato vaccinale del paziente.

Veniamo agli operatori sanitari dell’ospedale Galeazzi che hanno giustificato il non ricovero dei pazienti perché questi non avevano il super green pass. Hanno mal interpretato la sua circolare?

Gli operatori sanitari hanno descritto in modo grossolano il contenuto della circolare, generalizzando un concetto che poi è diventato elemento di scandalo. Ai pazienti senza super green pass, viene semplicemente spostato l’intervento. Questo però vale solo su alcune tipologie di intervento che non hanno alcun carattere di urgenza.

Questo tipo di procedura di accettazione per gli interventi non fa parte però né dei protocolli del ministero della Salute né di quelli regionali.

Tali protocolli lasciano una certa discrezionalità alla direzione sanitaria degli ospedali che deve far fronte alle necessità del momento. Se ci troviamo in una situazione difficile con cento persone malate dello staff sanitario, dobbiamo gestire tale situazione.

Pregliasco ascoltato in Procura

Nel pomeriggio di ieri, il professor Pregliasco è stato sentito in Procura a Milano dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, in merito allo slittamento di tutti gli interventi non urgenti per i pazienti con fragilità, tra cui i non vaccinati. L’audizione, richiesta dalla responsabile del dipartimento Tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro, si è resa necessaria dopo il servizio giornalistico della trasmissione Fuori dal coro, in cui è stato affermato che ci fosse una circolare per respingere chi non era in possesso del super green pass.

Francesca Totolo

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