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Torino matrimonio combinatoTorino, 9 apr – Un matrimonio combinato tra una ragazzina e un uomo mai visto prima. Siamo nel 2017 e accade in Italia. A Torino, per la precisione. La promessa sposa si chiama Rashida (il nome è di fantasia, ma verosimile, dato che è di origini egiziane), ed è stata lei stessa, su suggerimento di un’amica, a dare l’allarme, contattando il numero dell’emergenza infanzia: “Vogliono farmi sposare un uomo di 10 anni più grande di me. Ho solo 15 anni. Non voglio. Non lo amo. Non lo conosco nemmeno. Mia madre ha detto che lascerò la scuola perché a una moglie l’istruzione non serve”.

Secondo i programmi, del resto, l’uomo, dopo averla sposata, l’avrebbe portata in Egitto, in casa della suocera, dove sarebbe stata tenuta sotto controllo e al riparo da qualsiasi tentazione ribellistica. Lì, le materie insegnate nelle scuole occidentali non le sarebbero servite. La polizia si è subito attivata e ha incontrato la ragazzina a scuola insieme alla dirigente scolastica. Tra tre giorni i suoi le hanno fissato la cerimonia di fidanzamento. Quando ha visto sistemato in camera sua il vestito rosso da sposa acquistato dal suo futuro marito ha tentato il suicidio tagliandosi i polsi.

Visti l’imminente scadenza del matrimonio combinato ed il fatto che era sempre accompagnata dai parenti, i poliziotti, in accordo con il tribunale di minorenni, hanno individuato, tramite l’Ufficio Minori del Comune, una comunità idonea dove ospitarla. A distanza di qualche giorno gli agenti del Commissariato sono andati a trovarla in comunità e hanno detto di averla trovata serena, anzi felice. La ragazzina aveva ripreso ad andare a scuola e era decisamente più tranquilla. Aveva avuto modo, inoltre, di incontrare nuovamente Sofia, la sua migliore amica e compagna di classe, la prima a cui aveva confessato la sua sofferenza. Era stata proprio Sofia a prestarle un telefonino per chiamare il 114. La madre si sarebbe invece allontana da Torino con gli altri tre figli, due bambine di tre e sei anni e un ragazzino di 12.

Giuliano Lebelli

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