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Roma, 6 set – “Obbligo vaccinale necessario a causa delle varianti“: ci ripensa Andrea Crisanti, soltanto fino a pochissimi giorni fa dubbioso sulla necessità di rendere il vaccino obbligatorio. Ora il microbiologo sembra non avere dubbi: “Se non si riuscirà a raggiungere un livello adeguato di adesione ai vaccini, bisognerà prendere in considerazione misure come l’estensione del green pass o addirittura arrivare all’obbligo“.



Crisanti: “Obbligo vaccinale necessario per via delle varianti”

“L’obbligo vaccinale credo sia una misura estrema, che si rende necessaria anche dal fatto che queste varianti hanno un indice di trasmissione elevatissimo e richiedono una soglia di adesione molto elevata per l’immunità di comunità”, sostiene Crisanti ai microfoni di Sky Tg24. “Siamo in una situazione diversa da quella di sei-sette mesi fa, quando per bloccare la trasmissione c’era bisogno di un’adesione al 70% e l’obbligo vaccinale era superfluo”, spiega il docente di Microbiologia dell’Università di Padova. “Adesso siamo di fronte a varianti che richiedono un’adesione molto più elevata e una misura come il green pass ha avuto un impatto importante, perché ha indotto molti a vaccinarsi”, precisa Crisanti.

Il microbiologo boccia il green pass

L’esperto comunque ha (giustamente) da ridire sul green pass: “Come misura di sanità pubblica non ha alcun senso. È una misura per indurre le persone a vaccinarsi. Si parla della sua estensione a 12 mesi, ma sono tutte decisioni politiche, non hanno nulla di scientifico. Che senso ha estendere il green pass a un anno se i dati di Israele ci dicono che dopo sei mesi l’immunità che blocca la trasmissione praticamente non c’è più? Non sono contrario al green pass, se ha l’obiettivo di indurre più persone a vaccinarsi ben venga, se poi lo si vuole superare con un atto di trasparenza, con l’obbligo, benissimo. La politica si prenda la responsabilità di fare questa cosa”, dice Crisanti.

“Bisogna guardare a quello che succede nel resto del mondo”, fa presente. “Abbiamo celebrato Israele come la nazione che ha più velocemente adottato la vaccinazione, ma in questo momento ha il più alto numero di casi per milione di abitanti del mondo. C’è da chiedersi cosa sta succedendo lì, perché Israele ha iniziato a immunizzare le persone a metà dicembre ed evidentemente non sono più protette”, sottolinea Crisanti. “La protezione dei vaccinati dal contagio è intorno al 20-30%, bassissima, per questo stanno facendo la terza dose”, fa presente. Ma il problema non è il contagio, sia chiaro. Il positivo non è un malato. “C’è ancora una protezione significativa contro le complicazioni, però per mesi non hanno avuto decessi e adesso viaggiano con numeri relativamente più elevati – chiarisce l’esperto -. Il virus evolve e non dobbiamo dimenticare questo aspetto”, torna alla carica Crisanti.

Il messaggio è chiaro: con le varianti non se ne esce. Almeno non in tempi brevi. Tuttavia l’allarme delle varianti è esagerato, numeri alla mano. Basta vedere il caso del Regno Unito, dove la Delta doveva fare stragi. E invece, da quando Boris Johnson ha riaperto tutto e tolto ogni restrizione non ci sono stati incrementi significativi dei ricoveri.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Sicuramente gli sarà arrivato un nuovo versamento di Bitcoin sul suo wallet per cambiare così repentinamente opinione.
    In più analizzando quello che dice ci si rende conto che questi virologi dicono solo quello che le case farmaceutiche gli dicono.
    Se 6-7 mesi fa il vaccino era non necessariamente renderlo obbligatorio ora lo diverrebbe per già delle varianti? Ma appunto essendo VARIANTI il vaccino non gli fa nulla, asino !!!!

  2. questo signore, si fa per dire, uno dei tanti, e’ da tempo che conduce uno strano giochetto: un giorno dice una cosa ed il successivo la smentisce. Insomma un degno esempio di Stevensoniana memoria. E la gente, una moltitudine, gli va anche dietro.

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