Roma, 15 ott – Le Ong chiamano, il governo accorre scodinzolando. A nemmeno un giorno dalla richiesta di porto sicuro inoltrata dalla Ocean Viking, il ministero dell’Interno ha assegnato il porto di Taranto alla nave con a bordo 176 immigrati, raccolti nello spazio di due missioni nel Mediterraneo. L’imbarcazione gestita da Sos Mediterranée e Medici senza frontiere si sta dirigendo verso nord, e in questo momento di trova in acque internazionali tra Lampedusa e Malta. Insomma, ora non fingono nemmeno più di fare tira e molla con La Valletta: ce li prendiamo tutti in carico noi, senza battere ciglio. Salvo poi doverci sorbire il grido d’allarme della Lamorgese, che implora la Ue di non lasciarci soli. Meno male che l’accordo di Malta aveva risolto tutto.

Una facile vittoria

Esulta Sos Mediterranée dal suo canale Twitter: “Le autorità italiane hanno assegnato alla #OceanViking il porto di Taranto, nel sud Italia, come luogo sicuro. Siamo sollevati dal fatto che i 176 sopravvissuti raggiungeranno un luogo sicuro senza inutili ritardi. Ora ci stiamo dirigendo a nord”. Ocean Viking aveva reso noto di avere ricevuto una comunicazione diretta delle autorità marittime libiche a proposito di una imbarcazione in avaria. Ocean Viking ha reso noto ieri di aver ricevuto, nelle scorse ore, una comunicazione dalle autorità marittime libiche, con informazioni riguardanti una imbarcazione in difficoltà e la sua posizione approssimativa: persino la guardia costiera libica ha deciso di avvalersi del “supporto” delle Ong per consentire loro di traghettare più clandestini possibili verso le nostre coste. La Ocean Viking, dopo più di 9 ore di ricerca, non ha però trovato traccia della nave in difficoltà.

Nel frattempo altri tre barconi sono approdati a Lampedusa, portando circa 200 clandestini. Gli immigrati sono stati portati all‘hotspot di Contrada Imbriacola, dove vi sono già 400 profughi a fronte di una capienza massima di 90 persone. Una situazione che ormai va oltre il collasso. I lampedusani ringraziano l’esecutivo giallofucsia.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Non vale lo scaracchio di un tisico in terzo grado per terra, la parola di certi GALANTUOMINI e di certe GENTILDONNE.

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