Il Primato Nazionale mensile in edicola

Bergamo, 28 nov – Potrebbe riaprirsi il processo Bossetti? Si è accesa una nuova controversia sulla prova scientifica nell’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne uccisa il 26 novembre del 2010 in provincia di Bergamo e per il cui delitto è stato condannato all’ergastolo in via definitiva il carpentiere Massimo Bossetti, sposato e padre di tre figli.

Rivelazioni clamorose

Lo anticipa il settimanale Oggi, che riporta la dichiarazione di Giorgio Casari, consulente della Procura di Bergamo: “Il Dna di Ignoto 1 è sempre stato al San Raffaele. L’abbiamo conservato. E c’è ancora. Anche se proprio in questi giorni stiamo restituendo il materiale genetico alla Procura di Bergamo che lo ha richiesto”. Una rivelazione che ha del clamoroso in quanto un legale di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni, rammenta come fosse stata respinta la richiesta di una “superperizia” per confrontare il Dna di Bossetti con quello di Ignoto 1. Le motivazioni? La Procura sosteneva che i reperti erano esauriti. E per questo motivo Salvagni dichiara che verrà sporta una denuncia per frode processuale, alla quale seguirà la domanda di revisione del processo: «Grazie al vostro settimanale scopriamo che non è vero. Il materiale genetico c’è sempre stato e c’è ancora. E la Procura lo ha sempre saputo. La superperizia si può e si deve fare. E se le notizie saranno confermate anche da una indagine difensiva per la quale ho già ricevuto mandato da Bossetti, verrà valutata ogni possibile azione per il ripristino della giustizia violata, non esclusa una denuncia penale per frode processuale».

Sulle rivelazioni di Oggi è invece scettivo Giorgio Portera, genetista della famiglia di Yara Gambirasio, che afferma: «Il fatto che ci fossero estratti custoditi dal genetista Casari non è una novità. Lui stesso l’aveva confermato nel processo di primo grado». Portera, che lavora presso la Findazione UniMi dell’Università di Milano, spiega che «queste porzioni sono intorno alla traccia 31 G20 che ha dato la compatibilità più forte con Bossetti, che è esaurita». «È giusto distinguere quindi, quando si dice che non c’è materiale. Lo stesso Casari analizzò queste tracce con i metodi più avanzati e io stesso riscontrai non potessero dare contributi in più rispetto a quelli già noti», conclude Portera.

Cristina Gauri

Commenta