Roma, 7 nov – “Ogni caso è diverso ma incoraggiamo tutte le autorità a collaborare in modo da agevolare lo sbarco”. E’ quanto affermato oggi dalla Commissione europea, tramite un suo portavoce, con chiaro riferimento alle navi Ong che bussano alle porte dell’Italia. Un ricatto, difficile definirlo altrimenti, dell’Europa a un Paese membro e più in generale all’Europa stessa. Sembra un clamoroso paradosso, eppure così è anche se non vi pare, perché “agevolare lo sbarco” di clandestini si traduce con accettazione supina dell’illegalità, complicità con i trafficanti di uomini e conseguente impossibilità di gestire i flussi migratori.

Il governo italiano accetti la sfida Ue

D’altronde, a meno che non si pensi davvero di lasciare in Italia chiunque arrivi senza permesso sul nostro territorio nazionale, tutti i Paesi Ue si ritroverebbero un enorme problema in casa. La strategia di determinate nazioni europee guidate da maggioranze di sinistra, è sin troppo lapalissiana: mettere in difficoltà il nuovo governo italiano, isolandolo e obbligandolo ad affrontare in solitaria un problema che riguarda anche loro. E l’atteggiamento della Germania, in tal senso, è forse il più emblematico. Ma qualunque ricatto è però anche un guanto di sfida lanciato. Accettiamolo allora, prendiamolo come un’opportunità per mostrarci più tenaci, più coraggiosi, più forti di chi vorrebbe vederci in ginocchio.

Chi agevola gli sbarchi è complice di mafia e trafficanti di uomini

Mostriamoci sovrani e blocchiamole sul serio queste navi battenti bandiere tedesche, norvegesi, spagnole o di qualunque altro Stato. Blocchiamole e sequestriamole, se Berlino e Oslo si voltano dall’altra parte. Il governo italiano può e deve farlo, perché chi oggi ci parla di “dovere morale e giuridico” – come i portavoce dei ministeri degli Esteri e dell’Interno del governo tedesco – abbia come risposta lo stesso metro: è nostro dovere morale e giuridico impedire ingressi di clandestini sul nostro territorio nazionale.

Viceversa, se attuassimo supinamente quanto ci viene chiesto dalla cancelliere europee, ci renderemmo complici di incitamento e facilitazione di traffico di uomini. Saremmo complici di quei trafficanti senza scrupoli che rispondono a gruppi mafiosi, che riciclano soldi dalla tratta di esseri umani, che lucrano sulla disperazione di donne e bambini, che ingrassano anche la nostra criminalità organizzata. Saremmo sodali di chi impiega manodopera sottopagata, quando non direttamente schiavizzata, nei campi come nelle fabbriche. Saremmo manutengoli di chi costringe ragazze africane a prostituirsi nelle strade delle città italiane ed europee. Saremmo conniventi con chi nelle stesse strade impiega giovani africani nello spaccio di stupefacenti.

Il governo italiano vuole invertire la rotta rispetto ai precedenti esecutivi? Vuole sul serio dimostrarsi fedele a quanto promesso ai cittadini in campagna elettorale? Bene, cambi subito atteggiamento, risponda per le rime ai ricatti, accetti questo guanto di sfida e dica chiaramente che l’Italia non si arrende. Battiamo bandiera tricolore, adesso.

Eugenio Palazzini

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7 Commenti

  1. E’ così difficile estendere il concetto? Complici di mafia e trafficanti di uomini (e pure di altro ancora), sono anzitutto i governi dai quali questi esseri emigrano e con i quali bisognerebbe aprire e saper far conto… Che comincino a pagare anche in materia prima eventualmente, visto che per loro le agevolate, quando non addirittura volute “espulsioni”, consentono benefici economico-politici a dir poco squallidi ma comunque materialmente benefici. E non ci sono “barzellette” climatiche, classiste od altro che tenga.

  2. […] Da Il Primato Nazionale – Roma, 8 nov – Le Ong aggrediscono, Matteo Piantedosi abozza, Matteo Salvini scalpita. Questa la sintesi delle ultime ore di ieri, in una partita, quella degli sbarchi clandestini, che al momento il governo sta come minimo perdendo ai supplementari, e che necessiterebbe di ben altro per poter essere affrontata seriamente. […]

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