Roma, 21 mar — Notte di orrore a Roma, dove due immigrati tunisini hanno rapinato e stuprato un 17enne, obbligandolo poi — incubo nell’incubo — a portarli a casa della madre per derubarla e abusare di lei. I poliziotti del commissariato Viminale stanno ora indagando sul caso.

Tunisini rapinano e stuprano 17enne

I fatti hanno avuto inizio sabato notte poco dopo le 3, nel quartiere romano di Centocelle. Il ragazzo stava rincasando dopo aver trascorso una serata con gli amici, dirigendosi verso la propria minicar parcheggiata nei pressi del locale, quando i due tunisini (due 17enni, stando a quanto riporta il Messaggero) lo hanno intercettato. Prima si sono fatti consegnare tutti i soldi e gli oggetti di valore, e poi lo avrebbero costretto ad avere un rapporto sessuale.

L’orrore si ripete con la madre

La notte d’orrore non è finita qui. I due immigrati, scontenti del bottino giudicato troppo magro, hanno costretto la vittima a salire sull’auto e ad accompagnarli a casa sua, dove si trovava la madre, una donna di 53 anni. Una volta raggiunta l’abitazione, i due si sarebbero fatti consegnare tutta la liquidità disponibile (circa 300 euro) e uno di loro avrebbe trascinato la donna in camera da letto, violentando anche lei. Non paghi, i due rapinatori e stupratori avrebbero costretto il ragazzo a portarli in minicar fino alla Garbatella, dove lo avrebbero poi lasciato in strada, allontanandosi a bordo del veicolo.

Il fermo

E’ stato il padre — che si trovava fuori città per lavoro — ad allertare le forze dell’ordine, dopo che la moglie lo aveva contattato, sconvolta per quanto subìto e angosciata per le sorti del figlio. L’uomo ha subito chiamato i soccorsi e attivato il geolocalizzatore del cellulare del figlio, ottenendo le coordinate del telefono rubato dai due tunisini. Le forze dell’ordine sono così state in grado di rintracciarli in zona San Giovanni e intercettarli con una pantera. I due giovani nordafricani sono stati fermati e condotti al commissariato Viminale. Per madre e figlio sono scattati invece i soccorsi: visitati dai sanitari, hanno rifiutato il trasferimento in ospedale. Nelle prossime ore, la giovane vittima verrà nuovamente sentita dagli inquirenti in audizione protetta. Quindi si procederà con gli interrogatori dei ragazzi tunisini; i due devono rispondere di rapina aggravata e violenza sessuale. 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Un Italiano lavora per pagare tasse che dovrebbero garantire la sua sicurezza e la sua famiglia paga l’insicurezza istituzionalizzata da chi accoglie terroristi, bestie selvagge e eternamente 17enni…

  2. Come mai non ci sono i tossici illuminati per una versione tuniso-marocchina del film “arancia meccanica” con musica classica maghrebina suadente ?!

  3. Dovremo tutti fare così, considerato che spesso questi criminali trogloditi sono “coccolati” dal mondo della sinistra e parte della magistratura rossa.

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