Roma, 16 ott – Il corpo senza vita di una ragazzina di 12 anni è stato ritrovato in un baule nel 19° arrondissement di Parigi. Si segue la pista del traffico di organi.

Il caso di Lola Daviet

Si chiama Lola Daviet, la giovanissima vittima di omicidio, il cui cadavere è stato rinvenuto nella serata di venerdì dopo la segnalazione di un senzatetto. La famiglia ne aveva denunciato la scomparsa solo qualche ore prime. Secondo le prime ricostruzioni Lola sarebbe stata rapita nel tragitto per ritornare a casa da scuola. Un percorso breve di circa 190 metri, in un quartiere tranquillo vicino al parco Buttes Chaumont, che la ragazza era solita percorrere a piedi. La scomparsa di Lola è avvenuta nel primo pomeriggio, verso le 15, mentre la scoperta del baule – un contenitore di plastica che era stato ricoperto con della carta – al cui interno si trovava il corpo senza vita della giovane si è verificata all’incirca verso le 23 e 20. Vicino al baule sono state rinvenuta anche due valigie, il cuoi contenuto non è noto. La ragazza aveva braccia e gambe legate, una profonda ferita sulla gola, tale che la testa era quasi staccata dal collo, sul busto le cifre 0 e 1. Secondo l’autopsia Lola sarebbe morta per asfissia.

L’ipotesi del traffico di organi

Al momento le indagine hanno portato al fermo di 8 persone. In particolare è stata arrestata una donna di 24 anni. Dalle registrazioni di alcune telecamere di sicurezza, si vedrebbe la donna avvicinare la dodicenne nell’androne del residence Manin, dove quest’ultima abitava con il fratello e i genitori. Lola appare esitante e preoccupata. La stessa donna avrebbe chiesto chiesto aiuto ad un passante per trasportare una pesante cassa, offrendogli denaro in cambio e parlando di traffico di organi. La donna è però apparsa in condizioni tali da consigliare agli inquirenti di sottoporla a perizia medica prima di interrogarla.

Michele Iozzino

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