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Roma, 26 ott – Cittadini, commercianti e imprenditori di Ostia si sollevano contro il nuovo Dpcm firmato da Conte domenica mattina. Ieri circa 400 persone si sono date appuntamento in piazza Anco Marzio e hanno poi sfilato in corteo per contestare il nuovo Dpcm «lacrime e sangue» Donne, bambini, giovani coppie, pensionati, si sono raccolti in una protesta vivace ma pacifica che si è snodata per i principali quartieri della città portando il proprio dissenso e ottenendo l’adesione spontanea dei cittadini che scendevano dalle proprie abitazioni per unirsi al corteo.

Ostia si solleva

Una manifestazione organizzata in modo spontaneo dal tessuto commerciale, imprenditoriale e sociale di questo territorio già massacrato da anni di mala politica locale e romana, criminalizzato ingiustamente dai media e una narrazione che vuole Ostia ostaggio della mafia e incapace di rialzarsi. E ora, con le misure disposte dall’esecutivo a contrasto dell’epidemia di coronavirus – di fatto, un secondo lockdown che sancisce la morte di centinaia di imprese – il X Municipio ha paura di non farcela.

Marsella: “No alle strumentalizzazioni”

Una corteo trasversale e non politico a cui ha scelto di partecipare anche il consigliere municipale di CasaPound Italia del X municipio Luca Marsella. «È stata una protesta partita dai commercianti a cui ho aderito – ha spiegato Marsella al megafono durante la manifestazione – non strumentalizzate quindi perché qui non c’è politica, ci sono solo italiani che non si arrendono a questo ennesimo Dpcm, che è una condanna per tutti. Oggi in piazza c’è il popolo di Ostia, un popolo che non ci sta alle vostre strumentalizzazioni e che dice no a un Dpcm che ha un solo fine, quello di distruggere il tessuto economico e sociale di questa nazione. Ostia dice no e grida libertà».

«Io credo che in un momento come questo i sondaggi, i calcoli elettorali su cosa dire, cosa condannare e cosa mettere in agenda andrebbero messi da parte – ha poi continuato su Facebook – E quando lo dico penso ai leader nazionali dei partiti, ai parlamentari, ma anche ai consiglieri comunali. Credo che esistono momenti in cui un politico eletto dal popolo debba rispondere al proprio mandato, debba scegliere di stare in piazza, al fianco della sua gente, anche se non è politicamente corretto, anche se la rabbia sacrosanta di un popolo martoriato potrebbe sfociare in episodi di violenza dove non ci si dovrebbe mai far vedere». E conclude: «Credo che sia proprio questo il momento. Quel momento in cui bisogna ritrovarsi popolo, per non morire un dpcm alla volta».

Le fotografie del corteo

Cristina Gauri 

Foto e Video di Valerio Benedetti

 

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3 Commenti

  1. È ora di armarsi e scendere in milioni a Roma ricordate la rivoluzione francese e quella contro il dittatore comunista Ceausescu in Romania? Uguale qui svegliaaaaa italiani svegliaaaaa

  2. È ora di armarsi e scendere in milioni a Roma. Vi ricordate la rivoluzione francese e la fine del dittatore comunista Ceausescu in Romania? Uguale qui svegliaaaaa italiani svegliaaaaa

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