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Roma, 26 mag – Un’occupazione di italiani in emergenza abitativa, messi in ginocchio dalla crisi socio-economica innescata dal lockdown per il coronavirus. Nessun clandestino, nessuna attività delinquenziale come lo spaccio, nessun degrado. Tutto ciò deve essere sembrato un oltraggio insopportabile, all’ammucchiata di associazioni di sinistra che in questi giorni sta invocando a gran voce lo sgombero di Area121, l’occupazione nel cuore di Ostia in via delle Baleniere 263. E ha addirittura chiesto e ottenuto di poter manifestare poco distante dall’occupazione, con un rischio altissimo per l’incolumità di chi pacificamente vi abita.

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Area121 si situa in un complesso di immobili costruiti negli anni 50 facenti parte del Villaggio Azzuro, di proprietà del Ministero della Difesa e gestiti dall’Aeronautica Militare, e ora occupati da 20 famiglie italiane aiutate da CasaPound Italia. E solo di aiuto si tratta, nonostante nelle ultime settimane, tutte le volte che si è parlato di Area121, di fatto, la «notizia» è quasi sempre stata: «CasaPound occupa il Villaggio azzurro». Così hanno provato a farla passare alcuni esponenti del Partito democratico, che hanno inviato un’interrogazione al sindaco di Roma Virginia Raggi, così hanno puntato il dito starnazzando le varie testate amiche della sinistra. Questo nonostante gli occupanti, pur confermando l’aiuto ricevuto da CasaPound e dal consigliere municipale Luca Marsella, non siano militanti della tartaruga frecciata, e anzi ci tengono a ribadire che l’occupazione non ha assolutamente scopi politici, ma esclusivamente abitativi. (si veda la video-intervista fatta da Valerio Benedetti agli occupanti di Area121). «Non è colpa nostra se la politica e la sinistra in particolare ha ignorato i nostri appelli arrivando addirittura a votare a favore dello sgombero e se gli unici a supportare le famiglie dall’inizio ad oggi sono il consigliere Marsella ed i ragazzi di CasaPound», assicurano ai microfoni di OstiaToday.

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Così, dopo l’interrogazione del Pd romano, dopo che Pd e M5S del X Municipio hanno approvato un documento che chiede lo sgombero senza alternative delle 20 famiglie in emergenza abitativa – badando bene di tacere sull’occupazione di immigrati e spacciatori della Ex colonia Vittorio Emanuele, a cui i romani da 20 anni pagano le utenze – a fare la voce grossa contro i più deboli è arrivata la «cavalleria»; un coacervo di sigle e associazioni immigrazioniste e antifasciste che hanno chiesto di manifestare, mercoledì 27 maggio, a favore dello sgombero dell’occupazione. A soli 300 metri da Area121.

Per l’occasione la sinistra capitolina ha estratto dalla naftalina tutti i suoi asset. Sono dunque le seguenti sigle a chiedere che le autorità buttino in strada 20 famiglie italiane con bambini e disabili: Associazione Nazionale Partigiani d’Italia; Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti; Federazione Italiana Associazioni Partigiane; Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti; Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini; Cgil Roma e Lazio; Uil Roma e Lazio; Partito Democratico; Sinistra Italiana; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista Italiano; Articolo Uno; Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli; Opera Nomadi; Giuristi Democratici; Movimento Giovanile della Sinistra; Unione degli Studenti; Casa Internazionale delle Donne; Unione degli Universitari Roma; Rete Studenti Medi; Link Universitari Roma; ReteNoBavaglio#; Libera contro le mafie; Giovani Comunisti Roma.

«È davvero assurdo che la Questura di Roma autorizzi una manifestazione di centri sociali che chiedono lo sgombero di famiglie e bambini a 300 metri dalle loro abitazioni». aveva dichiarato qualche giorno fa Luca Marsella. «Invito i residenti del quartiere e chiunque trovi impensabile consentire a chi minaccia da settimane sui social, di scendere in piazza per intimorire padri, madri e bambini solo perché italiani, a partecipare al presidio che organizzeremo a difesa degli italiani in difficoltà di Area 121. L’appuntamento – ha concluso Marsella – è mercoledì 27 maggio alle 17 in via delle Baleniere 263».

Il pretesto che si legge nel comunicato prodotto dalla «grande ammucchiata» dei centri sociali & co. è sempre il solito: «Dalla metà di aprile i fascisti del terzo millennio, approfittando dell’impunità vissuta al centro di Roma e del lockdown dovuto all’epidemia, hanno occupato i locali del Ministero della Difesa ad Ostia in Via delle Baleniere». Non solo: le associazioni spiegano di aver richiesto ed ottenuto addirittura un incontro istituzionale per richiedere lo sgombero di Area 121. «Come associazioni, partiti, movimenti e sindacati dei lavoratori di Roma e del Lazio abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il Prefetto e il questore per collaborare alla soluzione del caso. Nel contempo abbiamo organizzato una manifestazione di protesta convocata per il 27 maggio alle ore 17.30 all’angolo tra via delle Antille e via della Baleniere, autorizzata dalla Questura, che dovrà svolgersi secondo le regole del distanziamento osservando la distanza di un metro».

Pronta la risposta di Marsella: «Se fosse vero che Prefetto e Questore di Roma stessero dialogando con Anpi, Pd e centri sociali per sgomberare le 20 famiglie italiane in emergenza abitativa che hanno occupato stabili abbandonati ad Ostia, sarebbe veramente molto grave», spiega in una nota. «Perché nessuno parla dell’ex colonia Vittorio Emanuele che sempre ad Ostia è occupata da centinaia di immigrati, più volte al centro di arresti per droga ed altro? Cosa c’è dietro? Le istituzioni non possono usare due pesi e due misure o schierarsi politicamente in questo modo sfacciato, spero – ha concluso Marsella – che arrivino presto smentite».

Cristina Gauri

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