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Roma, 18 gen – Tutti assolti perché “il fatto non sussiste”. I giudici della III sessione della Corte d’appello di Roma hanno fatto cadere le contestazioni di concussione aggravata dal metodo mafioso in relazione alla vicenda dello stabilimento “Orsa Maggiore” di Ostia. E’ stata dunque ribaltata la sentenza di primo grado del 2016. Rispetto invece al reato di falso è intervenuta la prescrizione.



Tutti assolti. In primo grado le condanne erano state pesanti

In primo grado Armando Spada era stato condannato a cinque anni e otto mesi, l’ex direttore tecnico e dell’unità operativa ambiente del municipio Aldo Papalini (che nel frattempo è deceduto) a otto anni e mezzo, Cosimo Appeso a cinque anni e cinque mesi, Damiano Facioni, Matilde Magni e Ferdinando Colloca a tre anni e quattro mesi, Angelo Salzano a otto mesi. A seconda delle singole posizioni le accuse erano quelle di abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso ideologico, concussione e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso.

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Stabilimento Orsa Maggiore: il racconto di “Ostia terra di mafia” nasce qui

La vicenda dello stabilimento Orsa Maggiore è stata per anni centrale nella narrazione di Ostia come territorio in mano ai clan mafiosi. La giornalista di Repubblica Federica Angeli ha raccontato come gli Spada e gli altri clan tentassero di estendere il controllo sugli stabilimenti del litorale romano. La questione dell’Orsa Maggiore è alla base di questo racconto, tanto che la vicenda viene riportata anche nel film A mano disarmata. Con l’assoluzione in appello degli imputati è giunto forse il tempo di correggere il tiro su narrazioni che hanno fatto da volano per determinate carriere.

Ferdinando Colloca: “Vite rovinate, è stata finalmente fatta giustizia”

“La cosa fondamentale di questa sentenza è che non c’è un condannato, tutti assolti perché il fatto non sussiste”, spiega Ferdinando Colloca. “Un processo costruito sul nulla. Indagini, soldi sprecati, attacchi politici basati su cosa? Carriere giornalistiche, libri e film creati sul processo dello stabilimento Orsa Maggiore. Mi hanno rovinato dal punto di vista lavorativo e di rapporti umani; ora vai a rimettere in piedi i rapporti dopo che la gente ti ha schifato”.

Chi ha voluto affossare Ostia?

Vite segnate da accuse infamanti. “Il metodo mafioso è la più pesante“, aggiunge Colloca. “E una cosa gravissima a livello morale. La terza sezione di Corte d’appello ha ribaltato il primo grado. Mi viene da pensare che le vicende di questo territorio siano state costruite senza nessuna base. C’è stata forse una cabina di regia politica e mediatica che ha voluto affossare e denigrare Ostia? Voglio ringraziare avvocato Nicola Madia e Luigi Santarelli per il grande lavoro svolto in questi anni. Avevo sospeso la mia attività pubblica per motivi etici. Oggi mi ripresento con un vestito di onestà e correttezza”.

Davide Di Stefano

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