Palermo, 15 apr – Due bande  di “spaccaossa” in azione per frodare le assicurazioni con mutilazioni “varie” al fine di incassare premi. Gli imprenditori (e carnefici) pagavano la salute altrui con poche centinaia di euro, per 300 o 400 euro “ad arto”.

Poche centinaia di euro per farsi “mutilare”

Ai “temerari” che accettavano di farsi fratturare, veniva riservata una cura a  base di  dischi di ghisa, spranghe, bastoni. Dall’indagine della Polizia è emerso che (come era prevedibile) coloro che ricorrevano a questa disperata prassi erano immigrati, poveri, disoccupati che guadagnavano poche centinaia di euro, misero premio per le migliaia che invece i loro organizzatori/aguzzini percepivano da ogni transazione.

Decine di arresti, tra cui un avvocato

Gli arresti eseguiti nel corso della doppia operazione (su Palermo e Trapani) dalla polizia sono stati 42 nella prima città e 34 nella seconda: tra i fermati anche un avvocato di Palermo addetto alla necessaria “parte legale” dell’imbroglio. Gli indagati, invece, sono a centinaia tra periti assicurativi, dipendenti delle assicurazioni e puliti “colletti bianchi” parte integrante del sistema.

Una morte “accidentale”

Nel corso delle truffe vi è stato almeno un morto: sarebbe Hadry Yakoub, cittadino tunisino trovato morto alla periferia di Palermo. Stordito con il crack, fu brutalmente pestato fino a ridurlo in uno stato tale che la vittima sembrasse essere stata coinvolta in un incidente stradale. Le vittime prescelte per farsi rompere le ossa venivano, infatti, spesso andate a cercare nel cono nero di bisogno di soldi e mancanza di prospettive dell’ambiente dei tossicodipendenti . Era un bar nella zona dell’Albergheria a Palermo la “stanza dell’orrore” e vi era un un “libro mastro” in cui era elencato il prezzario e le fratture. Uno degli individui sottoposti a fermo era proprietario di un bar in via Brunelleschi a Palermo molto noto. Tra gli indagati anche numerosi infermieri  disseminati diversi ospedali di Palermo.

Ilaria Paoletti

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