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Roma, 20 mar – “Nelle famiglie italiane a Buenos Aires, 75 anni fa, si cantavano le canzoni di Carlo Buti, in particolare una che dice: torna da tuo padre, la ninna nanna ancora ti canterà”. Così Papa Francesco, durante la messa celebrata oggi e trasmessa in streaming da Santa Marta, ha ricordato la sua infanzia in Argentina. Lo ha fatto citando, con tutta probabilità inconsapevolmente, il più noto interprete di “Faccetta Nera” e non solo.



Sì, perché quel Carlo Buti menzionato da Bergoglio altro non è che il celebre cantante fiorentino che il 24 giugno 1935 interpretò per la prima volta “Faccetta Nera”, pezzo scritto da Renato Micheli e musicato  da Mario Ruccione. La versione di Buti è in assoluto la più famosa e negli anni Trenta del secolo scorso rese celebre lo stesso cantante. A Carlo Buti è stata tra l’altro intitolata una strada proprio nella capitale argentina, Buenos Aires. Idem in quella uruguayana, Montevideo. A riprova ovviamente della fama raggiunta dal cantante di Firenze in tutto il Sud America e in particolare nelle nazioni a forte presenza di italiani.

Carlo Buti e quelle splendide canzoni anni Trenta

Ma in particolare il pensiero di Papa Francesco è andato a “Torna Piccina”, altra canzone interpretata da Buti nel 1935. Del cantante toscano se ne potrebbero citare moltissime, tra cui una delle più belle di quegli anni, il cui testo resta probabilmente uno dei più straordinari della musica italiana. Parliamo di “Vivere”, scritta da Cesare Andrea Bixio nel 1937. Nel citare “Torna Piccina”, Papa Francesco ha poi detto che “questo mi porta alla figura del Padre del capitolo 15 di Luca, di quel padre che vive e vede il figlio da lontano, quel figlio che se ne è andato con il denaro sperperandolo, ma il padre lo vedeva e lo seguiva da lontano, lo aspettava. Torna da tuo Padre”. Un bel messaggio, senza alcun dubbio. Perdoniamo di buongrado la “gaffe” al Papa. Stavolta, forse, piacerà a tutti.

Eugenio Palazzini



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5 Commenti

  1. ?
    E’ una canzone di “epoca Fascista” …. come la pubblicità del Campari ….
    ripresa 2 o 3 anni fa .

    Se Ben fosse stato uso a dire “Sti Cazzi” , non l’ avrebbe RAGIONEVOLMENTE trasformato in un motto Fascista ,
    ma siamo in italietta che è piena di idioti stile fiano ….. che se l’ è
    presa col SALUTO ROMANO , trimillenario , salvo DOVERLO usare oggi per non MORIRE !!!!

    Se dovessimo buttare TUTTO quanto fatto dal Fascismo ….
    dovremmo radere al suolo 3 città , allagare i terreni intorno a Roma ,
    distruggere le Autostrade e diversi Ospedali (a quello , in parte , ha pensato Monti ….MrLoden)

    nella mia città , per esempio …… resterebbe solo circa il 20% degli edifici pubblici … forse ..

  2. Non è assolutamente una gaffe, Anzi! Carlo Buti è stato uno dei più grandi cantanti italiani di quei tempi, soprannominato “La voce d’oro della canzone Italiana”. Portò nel mondo la nostra canzone popolare. A mio avviso la gaffe la facciamo noi a farci insegnare la nostra cultura da persone straniere.
    Basti pensare a Bartolomeo Bosco, illusionista torinese, considerato uno dei più grandi prestigiatori di tutti i tempi! Lui è ricordato in tutto il Mondo, tranne che… in Italia

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