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Vicenza, 17 set – Massacrato a calci e pugni da un 25enne di origini ungheresi, perché aveva «osato» redarguire il giovane mentre stava picchiando la fidanzata. Un femore rotto, 45 giorni di prognosi, il video del pestaggio diventato immediatamente virale. Vittorio Cingano, 73 anni, non ha dubbi. Nonostante le lesioni «Lo rifarei: se una donna viene picchiata ho l’obbligo morale di difenderla. Stiamo diventando una società egoista, lo so. Ma spero di continuare a fare le scelte giuste, a non fingere di non vedere», ha dichiarato al Corriere.

Femore spezzato

Cingano è un ingegnere nato a Mestre ma che ha trascorso la vita a Vicenza. Un uomo «cresciuto con i valori del Dopoguerra, uno che quando ti incontra per strada si toglie il cappello per salutarti», così lo descrive la figlia. Per lui, l’anziana vittima della ferocia del tossicodipendente pregiudicato Akar Alberto Fontanarosa, si prospetta una lunga riabilitazione: «Ho qualche botta alla testa ma per fortuna la Tac è negativa. Purtroppo a furia di calci quell’uomo mi ha spezzato il femore», spiega dal san Bortolo dove è ricoverato. «Sono appena uscito dalla sala operatoria: hanno dovuto inserirmi tre viti nella gamba sinistra».

E la fidanzata difende il suo aguzzino

Tre viti per tentare di difendere la compagna del 25enne, Carolina, che invece ha deciso di prendere le parti del proprio fidanzato-aguzzino. «Ma Alberto non ha fatto niente», nega clamorosamente la donna, nonostante il video inchiodi Fontanarosa alle proprie responsabilità: aver massacrato un uomo inerme, del triplo dei suoi anni. Per il 25enne è scattato l’arresto con l’accusa di lesioni aggravate dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla minorata difesa.

«Passavo di lì, ho visto quel tizio che stava aggredendo una ragazza. La prendeva a schiaffi, le stringeva la mano al collo, inveiva contro di lei…», è la testimonianza di Cingano: «Saranno state le 5 del pomeriggio, stavo camminando quando ha sentito le grida di quei due che litigavano e ho visto lui che le metteva le mani addosso. Mi sono avvicinato, gli ho detto: ma che combini? E questo non ha aperto bocca, è venuto verso di me e… bum! Mi ha steso con un pugno. Poi sono arrivati i calci e tutto quello che si vede nel video. Per fortuna i poliziotti sono eccezionali e in pochi minuti l’hanno arrestato. Ora spero arrivi una condanna severa, che serva da monito». Rifarebbe tutto? «Certo. Ma ora sarei più prudente. Quel giovane mi ha colto di sorpresa: tornassi indietro glielo darei io, per primo, un bel cazzotto».

Cristina Gauri

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