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Roma, 17 set – Lusso ostentato, vacanze in località prestigiose e champagne a go-go. Il tutto pagato (anche) con il reddito di cittadinanza. E’ questa la bella vita a spese dello Stato dei 4 arrestati per la morte di Willy Monteiro. A percepire il sussidio tanto voluto dal M5S e che risulta sempre più spesso elargito a soggetti che non ne hanno alcun diritto – tra carcerati e affiliati alla criminalità organizzata – spuntano proprio i fratelli Bianchi e gli altri due indagati per il brutale pestaggio del 21enne ucciso in una rissa a Colleferro. Così poveri, indigenti, nullatenenti da avere diritto al Rdc targato Luigi Di Maio.

L’inchiesta patrimoniale della Guardia di finanza

A rivelarlo sono gli investigatori dopo i primi dieci giorni di indagine. I 4 vivevano nel lusso, e stando all’inchiesta patrimoniale della Guardia di finanza i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli (tutti a Rebibbia) e Francesco Belleggia (ai domiciliari) percepivano indebitamente il sussidio. Come sottolinea Franco Bechis sul Tempo, i 4 conducevano “una vera e propria vita Smeralda, da cinepattone. Vacanze a Palma di Majorca, poi in barca all’isola di Palmarola annaffiate da bevute di champagne. E ancora sulla costiera amalfitana e a Positano in un albergo con colazione e vista da urlo, macchina con autista per trasferirsi durante le serate in locali esclusivi dove brindare e mangiare. O nel resort umbro da 250 euro a notte nella campagna di Marsciano”. Il tutto documentato dai video delle varie vacanze pubblicati sui social network. Insomma, per lo Stato vivevano sotto la soglia della povertà, ma – come ostentato a più non posso sui social – i 4 conducevano una vita da ricchi. Ora quindi bisognerà capire quali fossero le loro fonti di reddito (oltre al sussidio a sbafo).

L’interrogazione di FdI: “Come è possibile che prendevano il Rdc?”

Dal canto suo, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, in un’interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, fa presente che “se è vero che i giovani in questione erano già segnalati alle forze dell’ordine avendo numerosi precedenti per aggressioni e spaccio di stupefacenti. Ci si chiede come sia possibile che fosse loro corrisposto il reddito di cittadinanza“. Ancora, “come mai le indagini patrimoniali sono state effettuate solo a seguito dell’omicidio di Colleferro, quando invece era noto a tutti lo stile di vita alquanto sopra le righe che i quattro conducevano, visto che circolavano con macchine di altissimo valore, facevano la bella vita ed erano già conosciuti alle forze dell’ordine come propensi a delinquere?”, chiede l’esponente di FdI.

“Ora revoca del beneficio e restituzione dei soldi”

Si ripropone quindi, fa presente, “l’annosa questione di un sussidio che è assegnato ed erogato senza alcun controllo da parte delle autorità preposte o Stato, già sollevata in numerose occasioni e a fronte delle frequenti notizie di cronaca che riportano che il beneficio sarebbe stato riconosciuto in favore di soggetti che non ne avevano diritto”, prosegue l’interrogazione. Lollobrigida chiede poi quali iniziative il ministro “intenda assumere per procedere in tempi rapidi alla revoca del beneficio e affinché i soggetti citati provvedano alla restituzione di quanto ingiustamente percepito; se non ritenga di garantire meccanismi più efficaci di controllo sull’erogazione del reddito di cittadinanza”.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Se e’ vero da come racconta la cronaca ,ossia prepotenti violenti e infami fradici sono stati anche fortunati a finire in galera qualcuno li avrebbe di sicuro fatti ritrovare con la testa spappolata.Il guappo muore per mano del fesso recita un antico detto napoletano. Tradotto.. il piu’ grande duro del mondo quando piglia la palata di un contadino ignorante in testa muore.

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