Roma, 25 mag — La consueta «infornata» di furbetti che si appropriano di denaro dello Stato senza averne titolo: stavolta nel mirino delle Fiamme gialle sono finiti 100 cittadini rumeni, denunciati per aver percepito indebitamente la pensione di cittadinanza in quanto privi del requisito di residenza. Non passa giorno che la Guardia di finanza scopra, nascosti tra le pieghe dell’Istituto nazionale previdenza sociale, «scrocconi» di ogni risma — tra malviventi, immigrati, nomadi, cittadini ai domiciliari, evasori fiscali, lavoratori in nero — che si approfittano delle falle di un sistema che fa acqua da tutte le parti per sottrarre denaro destinato a chi ne dovrebbe effettivamente beneficiare.

Le mani di 100 rumeni sulla pensione di cittadinanza

Nella fattispecie, i finanzieri del Comando provinciale di Rovigo hanno denunciato 100 cittadini di nazionalità rumena che si erano irregolarmente appropriati della pensione di cittadinanza fornendo autocertificazioni — le cosiddette Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) — contenenti dati inesatti o falsificati.

La pensione di cittadinanza, destinata ai nuclei familiari composti solo da ultra 67enni o «da componenti di età inferiore qualora disabili o non autosufficienti» è una misura di sostegno statale permanente — a differenza del simile e tanto dibattuto reddito di cittadinanza — che può decadere solo con l’eventuale perdita dei requisiti, quali il decesso del percettore o la perdita della residenza nel territorio dello Stato. Nel corso dei controlli le Fiamme gialle si sono imbattute nelle solite anomalie di rito che contraddistinguono le ruberie ai danni delle casse statali: «La peculiare attività eseguita — spiegano gli inquirenti — ha permesso di rilevare la presenza di soggetti. Che hanno strumentalmente assunto la residenza anagrafica sul territorio dello Stato Italiano. In prossimità della richiesta di ottenimento della Pensione di Cittadinanza».

Centinaia di migliaia di euro sequestrati

I 100 rumeni indebiti percettori sono stati denunciati a diverse Procure. Successivamente sono stati emessi decreti di sequestro preventivo per le carte Postamat – Pensione di Cittadinanza in possesso degli stranieri e delle relative somme giacenti, per un totale di 311 mila euro. Dal punto di vista preventibvo, fa sapere il Gazzettino, è stato stimato un risparmio di spesa pubblica di circa 7 milioni e 680mila euro. Dall’inizio dell’anno sono 192 le persone denunciate dal Comando Provinciale di Rovigo, con una frode accertata per circa 1.000.000 €.

Cristina Gauri

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