Roma, 3 gen — Gli inutili blitz dei gretini di Ultima generazione non incontrano nemmeno il favore degli ambientalisti della prima ora. Mentre i giornali mainstream sgomitano per giustificare — quando proprio non si prodigano in operazioni incensati come l’imbarazzante elogio di Stefano Feltri sulle colonne di Domani — l’ultima prodezza degli eco-stupidi che ieri hanno imbrattato con getti di vernice la facciata di Palazzo Madama, la storica leader di Verdi e ambientalisti italiani Grazia Francescato boccia, bollandole come «inutili», le provocazioni e i disservizi causati degli ecologisti 2.0.

I gretini si giustificano

Loro, i tre arrestati e due denunciati per il blitz al Senato, si giustificano sostenendo che gli atti dimostrativi di Ultima generazione non nuocciono a nessuno. Affermazione tutta da dimostrare: ripristinare la facciata sfregiata dalla vernice di un palazzo delle istituzioni costa denaro pubblico, i blocchi del traffico sul raccordo mettono a rischio la tempestività degli interventi dei mezzi di soccorso (ricordiamo che in Germania una cittadina vittima di un incidente è stata ridotta in fin di vita dai ritardi provocati da questi «innocui» blocchi).

Il silenzio sulle emissioni dei “big”

Viene poi da chiedersi perché i gretini di Ultima generazione abbiano preso di mira Palazzo Madama, accusando il governo di accelerare «il collasso eco-climatico» e condannare «i loro stessi concittadini a sofferenze e morte», ma implacabilmente e misteriosamente tacciono sui misfatti ambientali di nazioni come Stati Uniti, India e Cina, che da sole contribuiscono a tre quarti delle emissioni di CO2 mondiali. Niente vernice arancione sui muri delle ambasciate, nessun sit-in di protesta.

Grazia Francescato boccia le proteste

La stoccata finale sull’inutilità di questo tipo di proteste l’ha data una persona che di ecologismo parla da più di 40 anni: Grazia Francescato, portavoce e ex presidente dei Verdi, e leader del WWF Italia: «Sono metodi che non funzionano, lo capiranno», spiega al Corriere. «Gli ambientalisti inglesi di Extinction Rebellion lo hanno già capito e hanno dichiarato che daranno uno stop a questo tipo di blitz. Ma certo perché loro hanno cominciato prima ad usare questa tattica e adesso hanno capito quello che i nostri qui in Italia capiranno che di questi blitz non gliene frega niente a nessuno. Servono soltanto ad attirare critiche. Ma capisco la loro disperazione. Anche io ho fatto tante battaglie per l’ambiente e il clima».

In ultima analisi, i gretini di Ug, così infervorati dalla causa ambientale e pervasi da quell’attitudine escatologica («abbiamo solo dieci anni! L’apocalisse è vicina!») in stile predicatore della Louisiana, si dimenticano di coniugare le lotte per l’ambiente con altre questioni. Non sono cioè in grado di «capire che il tema dell’ambiente è molto complesso. E quindi studiare la complessità. Recuperare la memoria del movimento ambientalista e imparare dagli errori. Confrontarsi con l’intreccio tra sostenibilità, economia, sociale, ambientale». 

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Starei più cauto nel criticare Cina, India, Usa, dal punto di vista delle quantità delle emissioni, considerato che noi, primissimi responsabili, consumiamo i loro prodotti (da quelli tecnologici-durevoli, semidurevoli e pure di consumo!), in quantità… industriali. Per essere ancora più chiari, esempio recente la Croazia, si entra nel mondo anti-comunitario vero, solo allorché i propri prezzi diventano gonfiati, quando la disponibilità diventa falsa, impraticabile proprietà, quando si consuma senza sapere cosa davvero stai consumando. So che il paragone e il mio scrivere può apparire stringato e “violento”… ma è come quando si va a puttane, di strada ma soprattutto di salotto, e si accetta, premiando! (Non ci sono alternative… è un altra questione).

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