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Roma, 4 ago — In cambio di soldi una madre di Termini Imerese avrebbe fatto prostituire il figlio, un bambino, con un prete di Perugia. I contatti tra il sacerdote e il minore sarebbero avvenuti esclusivamente tramite videochiamata. Per il prete si sono aperte le porte del carcere mentre la madre del bambino si trova attualmente agli arresti domiciliari.



Il prete pagava il sesso virtuale con le offerte 

Orrore nell’orrore, per pagare le prestazioni online del bambino, il prete avrebbe utilizzato anche le offerte in denaro dei fedeli della parrocchia da lui amministrata, Dall’ordinanza di custodia cautelare diffusa da AdnKronos emergono particolari agghiaccianti. «Nonostante il minore non si senta bene e prospetti il bisogno di avere dei medicinali», si legge nelle carte «il parroco dimostra noncuranza dello stato psico-fisico del minore, e lo induce ad effettuare ugualmente la videochiamata. Significativo il riferimento ai soldi da parte del parroco: “Anche a tuo cognato ieri glieli avrei voluti mandare ma non ho potuto non che non ho voluto.. non ce li avevo e non ce li ho.. se arriva qualche cosa magari vedo cosa posso fare ma sinceramente non ce l’ho».

Le intercettazioni

«Facciamo la video chiamata tutte e due soli come l’altra volta… te lo ricordi?», è la conversazione tra prete e un altro minore anche lui coinvolto negli scambi di sesso virtuale a pagamento, emersa dalle intercettazioni. «Sì, certo…». «Possiamo farla… almeno così… così almeno domani… almeno mi compro le sigarette… perché non ho una sigaretta da ieri sera… […incomprensibile…]…», dice il ragazzino. «Domani… domani… domani ti mando qualcosa… domani mattina… va bene?», risponde il sacerdote. «Va bene! Ora io finisco di sistemare…». «Che l’incontro sessuale a distanza dietro il pagamento della somma di denaro sia effettivamente avvenuto immediatamente dopo lo si evince dalla conversazione del giorno dopo», conclude il gip nell’ordinanza.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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