Perugia, 28 set — La Polizia di Stato di Perugia ha sgominato una grossa organizzazione dedita ai furti negli appartamenti, composta da sedici persone, di cui dodici percettrici del reddito di cittadinanza tanto voluto e difeso da Cinquestelle. L’ennesima infornata di Malviventi beccati a intascarsi soldi pubblici senza averne titolo.

La banda di ladri percepiva il reddito di cittadinanza

Stando a quanto riportato dal Messaggero, per otto dei membri della banda, organizzata e unita da vincoli di parentela, sono scattate le manette. Sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione. Le ruberie dei topi di appartamento avvenivano prevalentemente nella zona di Assisi e nelle province di Arezzo e Siena, perlopiù in luoghi isolati.

Un consorzio famigliare

Nell’organizzazione, un vero e proprio consorzio famigliare, operavano sia uomini che donne, secondo uno schema rodato da anni ma in grado di rimodularsi a seconda delle necessità. Diversi componenti della banda, trovandosi agli arresti domiciliari, fornivano base logistica per l’organizzazione dei furti: altri custodivano le automobili utilizzate per la commissione dei furti; altri ancora fungevano da vedetta.

Il loro piano d’azione era ben oliato e non aveva subito battute d’arresto, se non durante il periodo del primo lockdown. La banda compiva i furti fuggendo a bordo di auto appositamente scelte di grossa cilindrata, nell’eventualità di dover affrontare inseguimenti e tentativi di blocco da parte delle Forze dell’Ordine. Proprio in seguito ad una di queste circostanza i malviventi erano arrivati a danneggiare una volante dopo aver forzato un posto di blocco. In quell’occasione finì in manette l’unico rimasto all’interno dell’auto: il conducente ferito. Dalle indagini è poi emerso che 12 dei 16 indagati beneficiano del reddito di cittadinanza.

Cristina Gauri

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