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Lampedusa, 30 set – Inseguimento in mare e sparatoria a largo di Lampedusa. Una unità della Guardia di finanza ha aperto il fuoco contro un peschereccio tunisino che non si è fermato all’alt e che ha speronato una motovedetta. Il “Mohanel Anmed” aveva calato le reti a 9 miglia circa dalla costa di Lampedusa. E’ quindi scattato il controllo da parte di Guardia costiera e Gdf, ma il natante non si è fermato e ha speronato una nostra motovedetta. Da qui l’inseguimento in acque internazionali, durante il quale sono stati esplosi diversi colpi verso l’imbarcazione tunisina, che aveva aperto il fuoco contro le nostre imbarcazioni. L’imbarcazione faceva parte di un gruppo di tre pescherecci nelle nostre acque territoriali che avevano insospettito le Fiamme gialle dopo l’arrivo di un motopeschereccio a Lampedusa carico di clandestini.

Il comandante ordina di rispondere al fuoco: sparati 400 colpi

Sul posto sono arrivate due imbarcazioni militari (la Guardia costiera non è armata), che hanno nuovamente intimato l’alt al peschereccio, dal quale subito dopo lo speronamento della nostra motovedetta è partito un colpo di pistola. A quel punto il comandante ha dato l’ordine di risposta al fuoco. Secondo quanto riporta il Giornale, sono partiti ben 400 colpi, mentre dalla seconda motovedetta, arrivata da Cagliari, si è tentato l’arrembaggio. Stando a quanto risulta, un finanziere sarebbe finito in mare, ma subito dopo è stato recuperato. Il barcone straniero ha rallentato solo perché la cima del parabordo è finita nell’elica. Non ci sono feriti né tra gli uomini delle Fiamme gialle, né tra quelli che potrebbero essere scafisti, subito dopo accompagnati in porto.

Arrestato il comandante del peschereccio

Il comandante del peschereccio, che ora si trova sull’isola siciliana, è stato arrestato con le accuse di resistenza e violenza contro nave da guerra e rifiuto di obbedire a nave da guerra. A quanto risulta, sul motopeschereccio, sottoposto a sequestro, non c’erano clandestini né droga o armi. Tuttavia resta forte il sospetto che l’imbarcazione fosse adibita al traffico di clandestini. Da mesi i lampedusani denunciano la continua presenza di pescherecci tunisini nelle acque territoriali. E poco meno di un mese fa l’imbarcazione di un pescatore lampedusano era stata speronata. La scena del lungo inseguimento è stata ripresa da un cellulare e il video è finito sui social. Inoltre esistono le immagini del Comando aeronavale.

I video dell’inseguimento e degli spari

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Avrà preso esempio dalla prode karola. Ma non si preoccupino i tunisini, in Italia c’è la procura di Agrigento che li soccorrerà.

  2. Se lo rifanno vanno affondati! Basta buonismo con sti “pirati” della domenica, devono capire che qui non sono nel paese dei balocchi!

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