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Roma, 19 feb – Lo spropositato prezzo di 54,08 euro a dose di vaccino per un contratto del valore di 27 miliardi di euro per 500 milioni di dosi: fu questa la proposta inoltrata da Pfizer alla Ue nel giugno scorso, nell’ambito della prima trattativa sul prezzo del siero anti Covid. Lo riporta Agi, rilanciando quanto riferito dai media tedeschi Ndr, Wdr e Suddeutscher Zeitung. 

Vaccino Pfizer in Ue: da 54 euro a 15

Troverebbe così una motivazione l’iniziale riluttanza dimostrata dalla Commissione europea nel sottoscrivere il contratto con Pfizer-BionNTech siglato solo a novembre, dopo una lunga contrattazione che aveva strappato all’azienda il prezzo di 15,50 euro a iniezione. Il presidente della commissione sui farmaci dell’Ordine dei medici tedeschi, Wolf Dieter Ludwig, aveva definito 54,08 euro «un prezzo dubbio che lascia pensare a una ricerca di profitto in nessun modo giustificata nell’attuale situazione di pandemia».

Agli Usa andò meglio

E’ andata invece meglio, da subito, agli Usa. Furono infatti i primi ad ottenere una corsia preferenziale sul prezzo delle dosi (circa 16 euro) già nel mese di luglio 2020, «con un ordine di 100 milioni di dosi per un totale di 1,95 miliardi di dollari», fanno sapere i quotidiani tedeschi.

Una pioggia di soldi su BioNTech

Non fu solo il costo esorbitante del vaccino a sollevare le polemiche intorno al consorzio Pfizer-BioNTech: al centro delle critiche vi fu anche l’affermazione secondo cui lo sviluppo del vaccino fosse «completamente autofinanziato». Una dichiarazione che non poteva certo valere per l’azienda tedesca BioNTech. Su di essa erano piovuti, sia dalla Germania che dall’Ue, una pioggia di milioni di euro per costituire la società e compiere le ricerche sui vaccini. Una fatto, questo, confermato dal ministero federale dell’Istruzione e della ricerca tedesco, che su richiesta dei tre quotidiani tedeschi ha comunicato di aver «sostenuto in modo significativo la fase di fondazione di Biontech e sostenuto finanziariamente e strutturalmente i primi anni cruciali dello spin-off».

Dal 2012 al 2017 BioNTech aveva ricevuto fondi come vincitore di un bando, finanziato dal ministero della Ricerca, da 12,9 milioni di euro. Dalla società arriva inoltre la conferma di  aver «ricevuto circa 50 milioni di euro di finanziamenti dall’iniziativa tedesca e dai programmi dell’Ue nei primi anni dopo la sua fondazione». Per poi arrivare all’estate del 2020, periodo in cui l’azienda ha ricevuto altri 375 milioni di euro dal ministero federale della Ricerca specificamente per lo studio e lo sviluppo del vaccino MRna.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. come ho sempre detto,
    le multinazionali SONO TROPPO AVIDE
    per avere in mano la ricerca medica,l’energia,le telecomunicazioni,
    i trasporti,il cibo e simili.

    la pfizer in particolare,in questo frangente particolare sta facendo COSI’ SCHIFO…
    che se fosse in mio potere
    le esproprierei OGNI brevetto medico
    e molto probabilmente la perseguirei in tutti i tribunali del mondo
    per buttarla fuori dal mercato dei farmaci…
    per CRIMINI CONTRO L’UMANITA’

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