Alessandria, 9 nov – Potrebbero essere ad una svolta le indagini sull’esplosione della cascina di Quargnento in provincia di Alessandria che il 5 novembre scorso ha causato la morte di tre vigili del fuoco. Questa notte è scattato il fermo per Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina dove è avvenuta l’esplosione. L’accusa confermerebbe l’ipotesi “attentato” circolata fin dalle prime ore grazie alla diffusione di un messaggio vocale di un pompiere, in cui si parlava chiaramente di “inneschi” e “timer” presenti all’interno del luogo dove hanno perso la vita Antonino Candido,  Matteo Gastaldo e Marco Triches.

Proprietario accusato di omicidio e disastro doloso

L’accusa per Vincenti è di omicidio, disastro doloso e lesioni volontarie. L’ultima ipotesi di reato fa riferimento al ferimento ad altri due vigili del fuoco e ad un carabiniere coinvolti anch’essi nell’esplosione. Proprio gli uomini dell’Arma già da ieri pomeriggio avevano interrogato Vincenti in caserma, arrivando poi in serata alla conferma del fermo. Laura Mazzolini, avvocato del proprietario della cascina, ha assistito all’interrogatorio ma non ha rilasciato dichiarazioni. Nessuna dichiarazione nemmeno da parte del procuratore di Alessandria, Enrico Cieri, che uscendo dal comando provinciale dei carabinieri dove si era appena svolto l’interrogatorio è entrato rapidamente in macchina facendo segno “no” con la mano ai giornalisti presenti.

Oggi nuova conferenza stampa

Questa mattina dovrebbe svolgersi una conferenza stampa dove verranno illustrati i dettagli dell’operazione condotta dai carabinieri. Solo allora sarà possibile conoscere qualcosa in più degli elementi a carico di Giovanni Vincenti. Il fermo dell’uomo accusato di aver causato la strage della cascina è arrivato poche ore dopo i funerali dei tre vigili del fuoco uccisi, ai quali hanno partecipato anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il presidente della Camera, Roberto Fico.

Davide Di Stefano

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