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Arezzo, 12 ott – E’ arrivato il primo titolo italiano per Valentina Petrillo, nata come Fabrizio Petrillo e nota a tutti per essere il primo atleta transgender italiano a gareggiare nella categoria donne. Petrillo si è aggiudicata i 200 femminili ai Campionati Italiani Master di Arezzo, battendo due star (femmine biologiche) della categoria, vale a dire Cristina Sanulli e Denise Neumann, che fino ad ora si erano sempre spartite i primi due posti sul podio. L’atleta ha vinto correndo in 26.96 con -1,3 di vento, superando quindi il 27.05 della Sanulli e il 27.19 della Neumann.

Superiorità fisica

Si comincia quindi: così come accade all’estero anche l’Italia ora ha il suo bravo atleta transgender biologicamente maschio che partecipa a competizioni fino ad ora riservate alle donne. E le vince tutte per manifesta superiorità fisica, vanificando anni di sforzi delle concorrenti che si trovano a dover gareggiare contro un avversario dalla forza soverchiante.

11 titoli (da uomo)

Come «Fabrizio», l’atleta ha guadagnato ben 11 titoli italiani. Già come uomo, quindi, lo sportivo eccelleva nella corsa. Ma Petrillo, che ancora non si è sottoposta all’operazione di cambio sesso, nega di essere fisicamente avvantaggiata: dice di aver iniziato il trattamento ormonale a gennaio del 2019 e, rientrando nei parametri dell’eleggibilità per atleti trans «da maschio a femmina» in vigore nel regolamento della World Athletics potrà gareggiare: in 12 mesi continuativi una concentrazione certificata di testosterone inferiore a 5nmol/L. Nessun vantaggio, quindi: «Ho perso il conto di quante volte me lo sono sentita rinfacciare. Peccato che, fino al 2018, di titoli italiani Fispes ne avessi già collezionati undici», si lamenta. Sì, ma gareggiando come uomo. E ora?

La struttura fisica cambia (ma rimane superiore a quella di una femmina biologica)

«Sportivamente parlando, gli effetti collaterali della terapia ormonale sono incontrovertibili: otto decimi persi nei 100 m, oltre un secondo e mezzo nei 200 metri, dodici secondi nei 400 metri, per non parlare della contrazione della massa muscolare». Con la terapia ormonale la struttura fisica cambia e le prestazioni diminuiscono: «Il primo mese sono ingrassata dieci chili, per 90 giorni non sono riuscita a correre, mi faceva male tutto. La mia mente andava veloce, il mio corpo no. Sono stati mesi distruttivi», insiste.

Diminuiscono, certo: ma la struttura muscolare assicura comunque prestazioni atletiche maggiori rispetto a donne biologicamente tali. Del resto basta guardare le foto di Petrillo per rendersi conto che la sua massa muscolare è notevolmente sovradimensionata rispetto alla media delle sue avversarie femmine.

Precedenti da tutto il mondo

E non lo sostiene chi vi scrive sulla base di chissà quali pregiudizi, ma i risultati delle atlete transgender di oltreoceano quando gareggiano contro le donne. Volete degli esempi? La sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard che da due anni fa incetta di medaglie d’oro gareggiando nella categoria donne; l’atleta di mma Fallon Fox capace di mettere ko le avversarie in 39 secondi, e che ha regalato all’atleta Tamikka Brents una commozione cerebrale, una frattura ossea orbitale e sette punti alla testa nel 1 ° round di un incontro; Mary Gregory, powerlifter, che ha battuto 4 record mondiali nella categoria femminile. O il corridore Caster Semenya. Del resto è stata proprio la scienziata ed atleta transgender Joanna Harper a rilasciare una intervista ad Abc nella quale spiegava che sì, i livelli di testosterone nelle donne trans saranno anche bassi, ma «le donne trans avranno ancora dei vantaggi dopo? Certo. Tutta la massa muscolare e la forza non andranno via».

«Non sono una persona né sleale né scorretta, inseguo un sogno e la felicità. Mi sento donna a prescindere da quello che ho tra le gambe». Non sappiamo se Petrillo gareggi con le donne per avere «la vita facile», questo è un problema che riguarda la coscienza individuale. Ma alla leggenda delle «prestazioni diminuite» e alla competizione ad armi pari, ci dispiace ma vi crediamo poco.
Cristina Gauri

10 Commenti

  1. lasciamo perdere lo squallore intellettuale di voler far credere che uno possa essere quello che non è…giusto perche gli piacerebbe essere;

    anche al Berlusca piacerebbe essere alto un metro e 90,ma nessuno lo reputa tale,anzi l’insulto a lui rivolto dai buonisti virava su “nano” e dintorni.

    ma il punto non è questo; se nelle competizioni sportive è VIETATO il doping anche questo – pur sulla carta limitante le prestazioni – lo è eccome.

    quindi due pesi e sue misure per non dire che sei hai pisello e testicoli SEI UN UOMO.

    e si vede,

  2. Che schifo!! L’uomo e la donna sono stati creati da Dio diversi sia perchè si attraggono a vicenda grazie alle loro differenze e sia perchè uno dei sessi, dovendo procreare, ha una struttura fisica completamente diversa.Oramai il relativismo, in cui ognuno pensa di avere il diritto e la libertà illusoria di vedere il mondo come pare solo a lui, ha alterato la realtà dei fatti , ovviamente a favore dei dominanti occulti che ci vogliono confusi e senza identità

  3. Ad un soggetto piace vincere facile, ma le altre, davvero stupide ad essersi prestate alla pagliacciata! Sembrano, tutti insieme, malati di palcoscenico a qualunque costo.

  4. Bella MERDA UMANA …. fosse il contrario nulla da dire , una donna
    gareggiando con uomini è SVANTAGGIATA !
    Ma così , ti piace vincere facile !!!!
    Guardate la foto , la struttura fisica è MASCHILE !!!!

    Ed hanno squalificato atleti PER MOLTO MENO !!!!

    Ricorda le FINTE DONNE della Germania DEM (comunista…) .

  5. Questo articolo non porta alcun dato scientifico, parlate addirittura di Caster Semenya al maschile quando lei nemmeno è una persona trans ma una donna fin dalla nascita assegnata femmina. Siete di una ignoranza inaudita e questo articolo potrebbe essere considerato calunnioso o diffamante per l’atleta in questione, della quale mettete in dubbio il diritto a gareggiare sulla base di vostre mere supposizioni, quando lei invece rispetta parametri biologici internazionali scientificamente comprovati. La vostra è squallida propaganda d’odio, di certo non informazione. C’è da chiedersi come mai vi leggano a tal proposito in due gatti..

  6. Guardi Signora/signor Chris …. lei , di un intero articolo ha letto solo il riferimento alla/al Caster , e da lì ha solo detto cazzate ed insultato chi ha scritto un articolo su di un BISTECCONE , palesemente ex-maschio che nato FABRIZIO ed oggi VALENTINA …. corre e vince con le DONNE VERE !!!

    Le faccio notare che il suo amico Caster è stato sottoposto a CONTROLLI ORMONALI ….
    tenuti POI SEGRETI …. ed è stato messo tutto a tacere per motivi POLITICI , come si fece per
    le atlete della Germania DEM ……

    Se ne faccia una ragione , Caster è o era un maschio !!! O , comunque , s’ è scofanato quintali di ormoni maschili fin da giovane !!!!

    Visto che blatera di scienza …. guardi fianchi del suo amico Caster …. non potrebbe partorire manco un CRICETO !
    Un anatomo patologo classificherebbe il suo scheletro come MASCHILE …..

    Se le rimane un barlume d’ intelligenza … guardi il rapporto spalle/fianchi …. visto che si dichiara
    esperto di materie scientifiche …..al contrario dei bruti ed ignoranti lettori del Primato ….
    Già , e lei perché legge un simile GIORNALACCIO ??? Per dispensarci la SUA sapienza ????

    Stùdia che l’è mej ! e tàs, se te savèt nagott !! Gnùrant .

  7. Ma come ti permetti di dare delle stupide? Noi ci alleniamo tutto l’anno per gareggiare ai campionati italiani e se il CIO ci dice che l’atleta è regolare a livello ormonale, 2 giorni prima della competizione, ci si presenta e si gareggia. Che poi ci si trovi di fronte ad un uomo sconforta, a livello muscolare non ha nulla di femminile. “Sembrano tutti insieme malati di palcoscenico”. Guarda che di gare ne facciamo a bizzeffe, il palcoscenico non è proprio l’obiettivo della gara, casomai divertirsi dando il massimo. Questa volta non eravamo alla pari. Ma credo che tu di spirito sportivo non ne capisca molto.

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