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treviso2Treviso, 17 lug – Pare davvero che ce l’abbiano fatta: gli oltre cento clandestini ospitati nel residence di via Legnago a Quinto di Treviso, saranno sgomberati entro sera e verranno condotti nell’ex caserma Serena, situata al confine tra Casier e Treviso, una struttura vuota, non utilizzata dai militari.
La notizia è stata data dal sindaco Mauro Dal Zilio, che ha citato una comunicazione della Prefettura, dopo che l’altro giorno il Comune aveva emanato un’ordinanza di sgombero perché gli appartamenti non erano abitabili. La Commissione medica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 di Treviso aveva compiuto un sopralluogo negli alloggi e la relazione, valutata anche dai tecnici della Prevenzione della Regione Veneto, aveva infatti indicato la presenza di condizioni di inabitabilità.
Va dunque a buon fine la protesta popolare che per tre giorni ha mantenuto accesi i riflettori sulla vicenda, non senza alcuni momenti di tensione quando, mercoledì notte, sono stati date alle fiamme alcune suppellettili destinate agli appartamenti per gli immigrati. Un episodio isolato di una mobilitazione pacifica, proseguita anche la notte scorsa, senza alcun incidente. Di fronte alla struttura è stato issato un cartello con su scritto: “Benvenuti a tutti e grazie per il supporto che ci date. Questa non è una sagra ma siamo qui per una lotta che unisce tutti gli italiani per far sì che questa manifestazione vada per il verso giusto rispettando tutti”.
“E’ una grande vittoria – ha spiegato un residente, che ha partecipato al presidio di questi giorni – frutto di una battaglia condotta civilmente, a parte qualche intemperanza. E soprattutto – continua – in un clima di grande solidarietà anche da parte delle persone che non abitano nel condominio”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha voluto essere personalmente presente a Quinto: “Finisce questa ingiustizia – ha spiegato l’esponente della Lega Nord incontrando i cittadini – il prefetto ha fatto un errore gravissimo, bastava vedere il contesto, non si doveva inviare un centinaio di profughi in abitazioni dove vivono famiglie con bambini”.
Regna ancora l’incognita sulla destinazione degli altri 63 profughi che la Prefettura di Treviso ha annunciato arriveranno in zona tra oggi e domani.
Giancarlo Litta 



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