Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 18 gen – «Questo governo da più di un anno sta uccidendo l’istruzione pubblica, o meglio, le sta dando il colpo di grazia»: esordisce così il responsabile nazionale del Blocco Studentesco Sergio Filacchioni che stamattina si trovava, assieme a centinaia di colleghi studenti, a protestare davanti al Miur contro le nuove decisioni del governo sulla riapertura delle scuole. 



Azzolina sta assestando il colpo di grazia alla scuola

«Se è vero che il ministro Azzolina ha ereditato una scuola pubblica già in sofferenza, è però sotto gli occhi di tutti come lei stia assestando il colpo di grazia», spiega ai microfoni del Primato. L’arma usata dal Miur per condannare a morte l’istruzione è la didattica a distanza «che uccide il concetto stesso di didattica perché allontana gli studenti dall’aula e dalla socialità».

Basta colpevolizzare gli studenti

Filacchioni stigmatizza l’atteggiamento del governo e dei media allineati che dall’inizio della pandemia non hanno saputo «fare altro che colpevolizzare gli studenti. Da più di un anno ci viene detto che i ragazzi sono i vettori dell’infezione, gli untori di questa pandemia. Ci viene detto che i colpevoli sono i ragazzi, gli studenti, chi va al bar, di chi decide che la sua vita è più importante della semplice sopravvivenza». Gli studenti finiscono così per diventare il capro espiatorio delle incompetenza e degli errori dell’esecutivo.

La protesta degli studenti al Miur è una battaglia trasversale 

«Abbiamo aderito a questa manifestazione senza bandiere – conclude – perché crediamo che questa sia una battaglia da portare avanti in maniera trasversale e senza partiti a fare da cappello». E a proposito di partiti, il responsabile del Blocco non manca di attaccare i partiti all’opposizione, che «si stanno rendendo complici di questo scempio. La vera opposizione siamo noi e Continueremo ad aderire a queste manifestazioni in tutta Italia per ribadire che questo governo deve sloggiare».

Gli studenti? Cave da laboratorio del Miur

Gli fa eco Damiano Sala, rappresentante degli studenti alla Consulta regionale, anche lui intervenuto alla manifestazione di stamattina. «Questi signori vogliono giocare con noi come se fossimo delle cavie da laboratorio – denuncia – vogliono fare esperimenti sul sistema scolastico con una riapertura improvvisata: non c’è un piano, non c’è nulla di diverso dalla situazione di settembre quando siamo rientrati in presenza e dopo poche settimane siamo stati costretti a restare nuovamente a casa». «Siamo qui per chiedere un rientro sicuro garantito per tutti gli studenti, senza alcun compromesso. Vogliamo risposte chiare e certezza».

Altra questione di importanza vitale sono i trasporti pubblici. «Sono uno dei problemi che affliggono gli studenti. Molto spesso ci troviamo a venti centimetri di distanza l’uno dall’altro mentre all’interno delle scuole ci vogliono distanziati di ben due metri. Noi studenti facciamo grandi sacrifici per frequentare le lezioni seguendo le norme di distanziamento e di protezione dal virus, ma nessuno ci protegge quando stiamo sui mezzi».

Cristina Gauri



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta