Cagliari, 26 set – Gli sbarchi sono finiti, si dicevano. Invece no. Si erano solo fermati per un breve periodo. Da qualche giorno, infatti, è ripreso l’arrivo di clandestini via mare. I numeri non sono quelli dei mesi scorsi, è vero, anche perché le navi delle ong hanno sospeso il servizio taxi dalle coste libiche ai porti del Sud Italia. Ora la nuova rotta arriva dall’Algeria e approda in Sardegna.

Nel Sulcis sono 150 le persone sbarcate questa notte, e si aggiungono alle decine che ormai arrivano ogni giorno da qualche settimana a questa parte. A traghettarli sono barche di piccole dimensioni, e il loro punto di partenza non è più la Libia ma l’Algeria, che sta diventando una nuova rotta migratoria. Nonostante gli impegni assunti nelle ultime settimane tra la Regione Sardegna, il ministero dell’Interno e le autorità nordafricane, continuano incessantemente gli sbarchi sulle coste del Sulcis di clandestini provenienti dall’Algeria e la situazione per l’accoglienza si fa ogni giorno più difficile, tanto che sull’isola si comincia a parlare di emergenza.


Solo questa notte la situazione è stata la seguente: un primo gruppo composto da 62 persone è stato raggiunto poco dopo le 23 dagli uomini del Reparto aeronavale della Guardia di finanza, che lo ha preso in consegna a Porto Pino. Poche ore dopo a Porto Pino un altro sbarco con 26 presunti profughi, all’alba ne sono arrivati altri 14, avvistati da un mercantile nel Canale di Sardegna, e poi altri 4 sulle coste di Chia. Gli arrivi sono proseguiti questa mattina, con l’avvistamento, sempre a Porto Pino, di altri due barchini con al bordo 37 migranti, e a Porto Tramatzu di un’altra imbarcazione con 13 persone a bordo. Una volta sbarcati questi profughi o sedicenti tali sfuggono ai controlli e si dirigono a piedi nei centri abitati.

Anna Pedri

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