Home » Quei camorristi che incassavano il reddito di cittadinanza: cosa hanno scoperto i carabinieri

Quei camorristi che incassavano il reddito di cittadinanza: cosa hanno scoperto i carabinieri

by Alessandro Della Guglia
0 commento
reddito camorristi

Roma, 2 feb – Camorristi percettori del reddito di cittadinanza. Non è purtroppo una novità, ma quanto emerso stamani è senza alcun dubbio impressionante. Un sequestro preventivo per decine di migliaia di euro nei confronti di vari soggetti legati ai clan della criminalità organizzata: D’Alessandro, De Luca Bossa-Minichini, IV Sistema, Batti, Di Gioia-Papale.

Tutti clan attivi a Napoli, in particolare nell’area orientale, in quella vesuviana, oplontina e stabiese del capoluogo campano. Una vasta operazione che i carabinieri stanno eseguendo in queste ore tra Torre Annunziata, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Volla e Pontecagnano.

I soggetti coinvolti sarebbero camorristi – o comunque uomini legati in qualche modo alla camorra – che hanno indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. Il decreto di sequestro dei beni è stato emesso dal tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della procura oplontina. Quest’ultima ha coordinato l’articolata indagine dei carabinieri del Nucleo Operativo locale, finalizzata a individuare indebiti percettori del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza percepito dai camorristi, i precedenti

Come detto, non è la prima volta che le forze dell’ordine scoperchiano un vaso di Pandora clamoroso relativo a camorristi percettori di reddito di cittadinanza. A titolo esemplificativo lo scorso anno, sempre nel mese di gennaio, nel Napoletano vennero effettuate oltre cento perquisizioni e sequestri per più di un milione di euro nei confronti dei clan. Grazie all’incrocio di dati fra Inps e Guardia di finanza, si scoprì che a incassare il sussidio erano finanche boss della camorra, narcotrafficanti e pure killer.

Non si tratta dei furbetti del reddito di cittadinanza – fece allora presente il generale Gabriele Failla, comandante provinciale della Guardia di finanza di Napoli -, ma di soggetti condannati per gravi delitti di associazione mafiosa che hanno commesso illeciti presentando autocertificazioni false per ottenere indebitamente i benefici”. Con tutta evidenza anche stavolta, stando almeno a quanto sin qui emerso dal sequestro preventivo effettuato dai carabinieri, è piuttosto difficile parlare genericamente di “furbetti”.

Alessandro Della Guglia

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati