Roma, 10 gen – “Dream team con Draghi al governo e Berlusconi al Colle“: il coordinatore di Forza Italia lancia ufficialmente la campagna del Cav per il Quirinale. Per Antonio Tajani si tratta di “un sogno realizzabile“, di “un’occasione di pacificazione“. A sentire il numero due di FI, se “Berlusconi deciderà di accettare la candidatura al Quirinale, come in tanti gli stiamo chiedendo di fare, mi auguro che tutti colgano l’occasione irripetibile di pacificazione nazionale, di stabilità e di autorevolezza legata a questa scelta”

Tajani lancia il “dream team” Berlusconi al Quirinale e Draghi a Palazzo Chigi

Il vicepresidente di FI non ha dubbi: “Berlusconi e Draghi, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, potrebbero svolgere un lavoro straordinario in un momento delicatissimo per il futuro della nazione e per quello dell’Europa“. In una intervista al Giornale, Tajani gioca in casa ed elogia in lungo e in largo la statura internazionale di Berlusconi. Amico di leader mondiali, “figura più nota e autorevole del Ppe”, “sta raccogliendo molti consensi trasversali, anche fuori dal centro-destra, perché gli viene riconosciuta un’esperienza, una notorietà e una rete di relazioni internazionali senza uguali nel nostro Paese”. Insomma, per Tajani, il suo leader è la figura più indicata per il Colle (e come potrebbe essere altrimenti…).

L’endorsement del Ppe per il Cav capo dello Stato: “Doppia vittoria per l’Italia e per l’Europa”

E a proposito di Ppe, il segretario Antonio Lopez si spende in un endorsement per il Cav. “Una presidenza di Berlusconi con un capo di governo come Draghi sarebbe imbattibile”, dichiara. Per il leader dei popolari europei “Berlusconi e Draghi hanno entrambi questo vantaggio, che surclassa ogni altro politico italiano: sono gli unici veramente noti e apprezzati come leader in Europa. Ma penso anche che Draghi dovrebbe portare a termine il suo immenso lavoro, che Berlusconi al Quirinale sarebbe una doppia vittoria per l’Italia e per l’Europa“.

Il nodo cruciale però è: Draghi vuole andare al Colle?

Il nodo però, prima ancora di una candidatura ufficiale di Berlusconi al Quirinale, è un altro: capire se Draghi intende restare a Palazzo Chigi. Certo, proprio il leader di FI potrebbe chiederglielo, anche in ragione del suo forte sostegno alla nomina alla Bce. Ma se l’attuale premier alla fine volesse proprio il Colle, è impensabile che non riesca ad ottenerlo. Chi non voterebbe “il salvatore dell’euro” e poi “salvatore dell’Italia” presidente della Repubblica? Questo Berlusconi per primo lo sa bene. Come sa di essere finora l’unico sfidante di peso che si è palesato. Certo, il centrodestra non ha ancora annunciato ufficialmente la sua candidatura. Ma l’intervista di Tajani parla chiarissimo.

Salvini dice che è meglio che il premier “non abbandoni a lavori in corso”

Intanto, nel centrodestra Salvini ribadisce che Draghi non può abbandonare Palazzo Chigi proprio adesso, “a lavori in corso”. Il leader della Lega poi sottolinea che il suo obiettivo è quello di lavorare a “una elezione veloce di un esponente di centrodestra dopo trent’anni. Penso che l’alternanza anche al Quirinale faccia bene”. Sì, perché stavolta il centrosinistra non ha i numeri per dare le carte. Contando i delegati regionali, infatti, è il centrodestra che parte da una base numericamente maggiore. Certo, per arrivare a quota 504, dalla quarta votazione in poi, e andare al Colle ce ne vuole. E infatti Berlusconi ha dato il via alla cosiddetta “operazione scoiattolo” versione 2.0.

Il Cav è in “campagna elettorale”, obiettivo: Misto e centristi

Il Cav è impegnato in una “campagna elettorale” a 360 gradi, obiettivo: pescare voti nel gruppo Misto, soprattutto tra gli ex 5 Stelle, ma anche nei centristi, compresi i renziani di Italia Viva, ancora una volta ago della bilancia. Non a caso, Tajani ha citato proprio Renzi, spiegando che bisogna guardare le prossime mosse dell’ex segretario del Pd per capire come muoversi nella battaglia per il Quirinale. “Oltre ai numeri del centrodestra ci sono quelli del gruppo Misto che saranno decisivi. Poi bisognerà vedere cosa farà Renzi…“. Tra i forzisti c’è chi assicura che il confronto con i renziani resta aperto e chi scommette che il Cav e il leader di Iv si siano sentiti durante le vacanze per uno scambio di vedute. Anche se ufficialmente lo staff di FI smentisce contatti tra i due leader.

Scouting quirinalizio anche tra 5 Stelle e ex grillini

A quanto pare il Cav avrebbe chiesto ai suoi parlamentari contattati in questi giorni di fare scouting quirinalizio tra i 5 stelle e gli ex grillini. Una tattica che a molti ha fatto venire in mente l'”operazione scoiattolo”, ossia la manovra lanciata da Berlusconi nel 2018 per strappare al M5S il numero di parlamentari necessari a far cadere il governo gialloverde e riportare il centrodestra Palazzo Chigi. Operazione poi accantonata. In ogni caso, il leader di FI domani arriva a Roma e vorrà spendersi in prima persona per convincere più parlamentari possibili a votare per lui. Il centrodestra è compatto nel sostenerlo – anche perché non circolano altri nomi – e quindi Berlusconi parte da 452 voti. Non gliene mancano tantissimi. Ma restano molte incognite, compresi eventuali franchi tiratori proprio tra le file del centrodestra.

Nessuno vuole andare al voto anticipato

Allo stato attuale dunque si registra un centrodestra con un candidato unitario, Berlusconi, e la minaccia di FI che in caso di elezione di Draghi al Colle uscirebbe dal governo. Sarà crisi? FdI dal canto suo, unico partito all’opposizione, chiederebbe subito le elezioni anticipate. Scenario che non vuole nessuno dei partiti della maggioranza. Viceversa, se venisse eletto il Cav – è la sua promessa – il governo resterà in carica fino alla fine della legislatura, e tanti peones avrebbero salva la poltrona fino al 2023.

Si inizia il 24 gennaio alle 15

Occhi puntati dunque al 24 gennaio alle 15, quando si terrà la prima seduta del Parlamento in seduta comune, come da Costituzione. Dunque verranno chiamati a raccolta 630 deputati, 315 senatori, 6 senatori a vita e 58 delegati regionali (tre per ogni regione, solo uno per la Valle d’Aosta). I grandi elettori alla fine dovrebbero essere circa 1.007. E i voti necessari per eleggere il capo dello Stato come abbiamo detto sono 504. La quarta votazione dunque sarà quella cruciale. Staremo a vedere. Intanto sul fronte giallofucsia si registra solo il no a Berlusconi ma zero candidati unitari per il Colle.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Berlusconi ha lasciato troppe vittime per strada e non propriamente avversari ! Sarà una Waterloo… del borghesetto, venezia, montato. Solo un “buon” giudice può servire a questa Italia che si ritroverà però ancora un uomo “buono” per tutte le stagioni. Cioè il nulla.

  2. Il migliore candidato per il Quirinale è Bergoglio.
    Il posto gli spetta di diritto, come papa.
    In mancanza propongo Mimmo Lucano, per il suo indiscutibile impegno verso gli immigrati.

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