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Bristol, 6 nov — Hai atteggiamenti razzisti? Una clinica di Bristol (Gran Bretagna) ti interrompe le cure mediche. Secondo quanto riportato dalla Bbc, la struttura medica del North Bristol Trust (Nbt) ha lanciato la campagna “Cartellino rosso contro il razzismo”, in cui saranno sospese le cure per un determinato periodo a chiunque verrà sorpreso in atteggiamenti (frasi o anche gesti) di stampo razzista, sessista o omofobo verso gli altri pazienti o il personale medico-infermieristico. La negazione delle cure, quindi per punire un “reato di opinione”.
Il capo del personale dell’Nbt Andrea Young ha spiegato che la sospensione delle cure avverrà in più fasi, proprio come l’espulsione da una partita di calcio: al paziente indisciplinato prima verranno assegnati due cartellini gialli di avvertimento, a cui farà poi seguito il cartellino rosso che decreterà l’interruzione della terapia.

“Stiamo mandando un segnale forte”, spiega la Young. “Ogni forma di razzismo o discriminazione non sarà più accettata, e vogliamo che il nostro staff denunci ogni comportamento razzista e vogliamo che chiunque sappia che per tali atteggiamenti ci saranno conseguenze”. Le fa eco Alex Raikes dell’associazione Sari (Stand against racism and inequality): “E’ fondamentale che gli ospedali continuino ad essere un ambiente sicuro, rispettoso ed inclusivo, e che il personale sia pienamente supportato quando viene subito un abuso”. I parametri di valutazione di tali atteggiamenti? Temiamo saranno squisitamente arbitrari, a seconda della “sensibilità” (leggi: propensione al sentirsi offeso) del soggetto di turno, in un contesto in cui a spadroneggiare saranno i pregiudizi politicamente corretti. Chi garantisce, tra l’altro, che questa forma di discriminazione al limite della violazione dei diritti umani, con ammonizioni tra il calcistico e il metafisico, non arrivi poi a colpire anche coloro i quali sono solo “colpevoli” di aver espresso una opinione non gradita all’afrobritannico o alla femminista di turno?

Cristina Gauri

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