Roma, 6 nov – Oggi alla Camera dei deputati è stato presentato il comitato per il referendum contro il taglio dei parlamentari, la misura anti-casta tanto strombazzata dai 5 Stelle (che oggi sono la nuova casta attaccata alla poltrona). Si tratta di un comitato trasversale che è stato depositato dal Partito Radicale ma coinvolge deputati di maggioranza e opposizione. Per i partiti e gli esponenti politici contrari alla “sforbiciata” votata obtorto collo anche dal Pd (pur di rimanere al governo con il M5S), la riduzione del numero degli eletti è ritenuta “un attacco alla democrazia”.

Giachetti (Iv): “Raggiungeremo le firme necessarie per la presentazione”

Roberto Giachetti di Italia Viva, che quando è stata votata la misura, in una sorta di sdoppiamento ha votato sì (rispettando l’ordine di scuderia dem) annunciando però il comitato del no, si è detto convinto che il numero di firme di parlamentari per la presentazione del referendum sarà raggiunto: “La raccolta firme è aperta e sono fiducioso che il risultato lo raggiungiamo sia alla Camera che a Senato e non è escluso che alcune regioni, magari le più colpite in termini di rappresentanza, si possano unire a noi“. Nel fronte contro il taglio dei parlamentari c’è pure Forza Italia, con Andrea Cangini che ha chiarito la volontà del suo partito di difendere la democrazia parlamentare che è “oggetto di un’offensiva”: “Questa riforma, per come è stata pensata, con uno spirito da ragionieri e senza sensibilità politica, allarga ulteriormente il divario tra cittadini e istituzioni: ci saranno intere regioni che non potranno esprimere un senatore di opposizione, un fatto gravissimo. Siamo arrivati quasi a 50 firme al Senato, ne servono 65 e sono ottimista che le raccoglieremo”.

Il disegno di legge della discordia

Il disegno di legge sul taglio dei parlamentari, come è noto, è stato approvato in via definitiva dopo la quarta lettura con una ampia maggioranza: i sì sono stati 553, con 14 no e 2 astensioni. Hanno votato a favore la maggioranza giallofucsia (M5s, Pd, italia Viva, LeU) e l’opposizione di destra-centro (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia), anche se con qualche voto isolato di dissenso. Unici partiti contrari alla riforma sono stati +Europa e Noi con l’Italia di Maurizio Lupi.

Adolfo Spezzaferro

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