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Londra, 30 dic – Reuben Sharpe è uomo ormai da 12 anni; originariamente donna si è sottoposto a delle cure per assumere i connotati maschili. Dopo molte cure e la sospensione del testosterone, finalmente è riuscito a diventare … padre o madre della piccola Jamie.

Un trans e un “non binary”

Ricapitolando, quindi, Reuben era una donna ed è diventata uomo  sebbene poi sia stata in grado di portare avanti una gravidanza perché agli effetti ancora “fornita” di utero e di ovaie. Il suo (o sua) compagno (… o compagna?) si chiama invece Jay, ha 28 anni, e si definisce invece un “non-binario”: non vuole essere classificato né come uomo, né come donna. Tuttavia, il Mirror riferisce che Jay si sia sottoposta ad una operazione per la rimozione dei seni, quindi era in origine una donna. Insomma, sono due donne. Quindi sebbene dotate dell’apparato riproduttivo occorrente, non avevano l’elemento maschile che le potesse aiutare nell’impresa.

Il donatore su internet

Come fare? Semplice, lanciando un appello su internet per la ricerca di un donatore di sperma. E all’accorato grido d’aiuto ha risposto un altro trans; questa volta, trattasi di un individuo in origine uomo, sebbene si vesta da donna e stia prendendo gli ormoni per completare la transizione. Non è noto come e se questo trans-padre sarà presente nella vita della piccola Jamie.

I costi dell’operazione

Inutile dirlo, le cure successive alla sospensione del testosterone e quelle per la fertilità sono costate molto a Reuben. Anche lì gli (o le) è venuto in soccorso il fantastico mondo di internet. Reuben e Jay, infatti, hanno creato una campagna su GoFundMe che ha raccolto la somma necessaria alle cure ormonali e anche all’inseminazione. “Mi sono svegliato la mattina dopo e il mio ciclo mestruale era iniziato per la prima volta in sei anni”, ha dichiarato Reuben. “È stato un tale sollievo. Sapevo che era l’inizio di qualcosa che desideravo tanto”. Sono stati necessari tre tentativi perché uno degli ovuli del 39enne venisse fecondato.

“Mi sento completo come uomo”

Dice ancora Reuben: “Entrambi volevamo solo vivere un’esperienza normale. Ho trovato frustrante il fatto che le persone non chiedessero semplicemente il mio genere o non lo usassero. Sembro un uomo, ho la barba. Le persone hanno posto domande molto personali sulle parti del mio corpo e su come avrei partorito. Il parto non è una cosa transessuale. Anche le donne partoriscono in modi diversi”. “Ci sono voluti sei anni per arrivare così lontano, ma ora abbiamo fra le braccia il nostro bambino e questo era l’obiettivo finale. Finalmente mi sento completo”, ha affermato Reuben. “Non credo che la gravidanza sia la migliore esperienza femminile, ma non mi ha provato come uomo”, ha detto ancora. Confusi? Si? Anche noi.

Ilaria Paoletti

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13 Commenti

  1. A cosa si può essere costretti per trovare un “significato” alla propria esistenza… Che l’ angioletto protegga sempre la bimba.
    En passant (scusatemi il francese ma non so come sdrammatizzare)…, sappiamo che non esiste un maschio al 100% o una donna al 100%, esiste in noi più o meno una percentuale psicofisica anche dell’ altro sesso, ma il “non binario” che è?! Un robot, un mostro, un dio… Un tale soggetto deve spiegarlo molto bene, fornito da un buon pusher, perché altrimenti rischia di finire su una cremagliera accompagnato con discrezione da uomini in camice bianco. Capiamo che qualcuno vuol far soldi su tutto ma questo qualcuno gioca col fuoco!

  2. Che schifo che orrore, che malattia psicofisica che nessuno vuole curare . e’ una malattia mentale e fisica di sicuro non e’ la salute e la normalita’ di un essere umano. Che schifo questi frocioni che non vogliono curarsi.

  3. Ma dico io… ma a qualcuno tra milioni di persone normali sara’ sorto il dubbio che non e’ possibile che ci siano tutti questi depravati froci schifosi culattoni e maiali in italia? sono milioni e’ una epidemia da curare immediatamente non e’ la normalita’.

  4. Chiamatemi omofobo fate come cazo vi pare ma voglio essere libero e beato di dire QUANTO MI FANNO SCHIFO I FROCI!!!!!!!

  5. Allora visto che qualcuno capisce Roma per Toma, segnalo che i deviati acquisiti (e ce ne sono davvero tanti), vanno valutati per quello che hanno mangiato fisicamente e culturalmente… Poi, ma solo poi si può parlare di possibile terapia. L’ ho già scritto e fatto capire da una altra parte. Se andiamo avanti con competenza su questo argomento non avete idea di che interessi andiamo a toccare… Questa è una cosa che nessuno può far da solo…, men che meno se non gli viene concesso di attingere a certi dati, gelosamente celati in importanti sedi di ricerca e sviluppo!!
    A “Noricchionses” poi fa difetto la capacità di lettura, non parliamo di conoscenza (p.es.sai cosa sono gli ormoni? Senza andare a cercare sul telefonino…), e le donne vere… che lascia a Noi!
    P.S. Ho imparato da tempo a non attaccare i più deboli, anch’io ho qualche passato da pirla…

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