Roma, 13 ott — «Fidatevi dei professionisti dell’informazione», puntuali, precisi, mai eterodiretti, indipendenti, che applicano una scrupolosa revisione delle fonti: era il mantra nato nel corso delle prime settimane della pandemia, a primavera 2020, e coinvolgeva le testate e i canali televisivi mainstream. Secondo Repubblica, gli italiani dovrebbero continuare a fidarsi (anche se la storia ha ormai sbugiardato la cornucopia di fake news propagate dalla stampa «studiata») e a tal proposito ha aperto un canale informativo sui vaccini… sponsorizzato da Pfizer, principale produttore mondiale di vaccini. L’autunno è alle porte e quelle milioni di dosi non si inietteranno di certo da sole.

Repubblica si fa pagare da Pizer… ma senza influenze

Un po’ sospetto, verrebbe da pensare. Ma Repubblica ci tiene a mettere le cose in chiaro e sul frontespizio del canale appone la scritta chiairificatoria: «Con il contributo non condizionato di Pfizer». Il curioso particolare è stato notato dai giornalisti della Verità. Il trucco sta tutto in quell’espressione, «contributo non condizionato». Significa — sulla carta — che Pfizer finanzia sì economicamente il canale, ma che, allo stesso tempo, la potentissima casa farmaceutica non influenza in alcun modo il contenuto degli articoli. Sulla carta.

Un’enorme marchetta ai vaccini

Basta però leggere i contenuti proposti per avvertire una vaghissima sensazione di presa per i fondelli. Gli articoli sono tutti favorevolissimi ai vaccini, senza contraddittorio di alcun tipo. Alcuni articoli forniscono informazioni errate, smentite da mesi dai dati Iss e dagli stessi dirigenti Pfizer sentiti a Bruxelles nei giorni scorsi. Coliegina sulla torta, l’appello accorato di Walter Ricciardi a farsi la quarta, quinta, sesta e settimana dose avvertendo che «ormai siamo di nuovo fronte a quella che si prospetta non come uno tsunami, ma di sicuro come una nuova ondata, avremo ancora molte persone che si ammaleranno, alcune che verranno ricoverate e qualcuna che morirà».

In realtà, le persone malata di e per Covid muoiono ininterrottamente da mesi, al ritmo di 60 al giorno. Una delle medie più alte del mondo, senza che i vari Ricciardi, Pregliasco e Lopalco (questi ultimi due collaboratori — guarda il caso — del canale) o qualcuno al ministero della Salute sia intervenuto per verificare tali dati. E nonostante i salvifici vaccini che avrebbero dovuto salvare tutti dalle terapie intensive e dalla morte. 

Cristina Gauri

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