Roma, 2 lug — «Resta in piedi!». Così il Blocco Studentesco risponde allo street artist Harry Greb che con una sua opera apparsa una settimana fa in via dei Neofiti a Roma, invitava i calciatori della Nazionale italiana di calcio a «fare la cosa giusta». Ovvero, a inginocchiarsi al globalismo e sottomettersi così alla morale politicamente corretta del Black lives matter.

«Resta in piedi» contro chi vuole sottometterti

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Il messaggio del murales che invita a stare in piedi con orgoglio va bene, anche per rispondere all’infame murales pro BLM. Quello che a mio parere non va bene è il braccio teso stile saluto romano. Perchè tutto ciò continua a propinare il solito clichè (che ai globalisti sta benissimo) di destra vs sinistra, fascisti vs antifascisti e altre dicotomie novecentesche che ormai non hanno più ragion d’essere.

  2. Ascoltate il consiglio, RESTATE IN PIEDI Se vi inginocchiate perderete per 3 a 0 dove 2 saranno i goal di Lukako e 1 autogoal . Poi andate a ringraziare i progresso-masochisti rossi .

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