Roma, 3 dic – Assordante il silenzio di chi fino al 5 settembre 2019, data del giuramento del governo Conte II, si era dichiarato “umano” verso gli immigrati a bordo delle navi delle Ong e contro ogni provvedimento in merito all’immigrazione di Matteo Salvini. Da allora, molte navi delle organizzazioni non governative si sono ritrovate per giorni a vagare, anche con il peggioramento delle condizioni meteorologiche, tra le acque territoriali italiane e quelle maltesi. Nessuna indagine su presunti sequestri di persona, nessuna trasmissione Tv con polpettoni moralizzatori sullo “sbarco immediato”, nessun appello dell’intellettuale allineato di turno. Solo un silenzio imbarazzante e, soprattutto, imbarazzato.

Facciamo quindi un rapido riassunto di quello che è avvenuto nelle ultime settimane nel Mediterraneo centrale. Ringalluzzito dalla caduta di Salvini e dai proclami umanitaristici del premier Conte, l’esercito delle Ong è tornato tempestivamente in mare, sebbene sia giunto alla fine il periodo caldo delle partenze dei migranti dalla Libia.

Ad aspettare le navi dei sedicenti “salvatori di vite umane”, decine di barconi e gommoni che, come consuetudine, sono stati spuntati curiosamente proprio in concomitanza con l’arrivo delle Ong vicino alle coste libiche.

Non bisogna essere degli esperti in statistica per capire che le partenze dalle coste africane coincidono con l’arrivo, o l’annuncio dell’imminente arrivo, delle navi umanitarie in zona.

Prendiamo il mese di novembre come esempio: le partenze, e quindi gli sbarchi, di immigrati nei porti italiani si sono azzerati il 6 novembre, ovvero quando davanti alla Libia non c’era più traccia dei volontari. Sbarchi e partenze sono poi ricominciati quando la Alan Kurdi di Sea-Eye e la Ocean Viking di SOS Mediterranee e Medici senza frontiere sono tornate davanti alle coste nordafricane e il centralino Alarm Phone , fondata dall’indagato per favoreggiamento clandestina, padre Mussie Zerai, ha iniziato a squillare ininterrottamente. Più di 1000 immigrati arrivati in 12 giorni, nonostante novembre non sia mai stato un mese favorevole alle partenze dei barconi.

Al momento, le due navi umanitarie, la Alan Kurdi e la Ocean Viking, stanno navigando rispettivamente davanti alle coste siciliane e a quelle di Lampedusa, in attesa che il governo giallofucsia fornisca loro un porto dove sbarcare le 101 “risorse” a bordo.

L’unico appello arrivato in favore dei migranti sulla nave della Ong tedesca è quello del dissidente sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha aperto il porto della sua città alle 61 persone a bordo.

Nel frattempo, il centralino Alarm Phone ha pubblicato un post nel quale afferma che due barche di migranti sarebbero naufragate nel mese di novembre, senza però fornire un reale riscontro a quanto affermato. Sarà l’ennesima fake news umanitaria per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana, come già fece quando scrisse della bambina di 5 anni morta su un gommone?

Ad ogni modo, i “restiamo umani” non stanno manifestando nelle piazze, i titoloni dalle prime pagine dei giornali allineati sono spariti, e i telegiornali non aprono le loro edizioni con appelli allo sbarco. Dove è finito l’umanitarismo 2.0 da quando Salvini non è più il ministro dell’Interno? Lo “stayhuman” è stato solo l’ennesimo movimento teleguidato dalla sinistra per mettere in difficoltà il leader leghista?

Francesca Totolo

1 commento

  1. Ma chi l’ha scritto quel cartello jn arabo ? Frontiere si dice حدود , hudud , li hanno translitterato “frontex” che in arabo non significa nulla; in inglese hanno scritto ferries, in arabo hanno scritto libertà, حرية, e “libertà senza frontex “non ha senso. Inoltre non si può tradurre letteralmente dall’inglese : fermate la morte nel mare , وقف lo si usa per i segnali stradali. È come se la morte fosse una barca in movimento.

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