Roma, 3 dic – A giudicare dal paesaggio innevato non rievoca metaforicamente l’opera di Campanella e dubitiamo pure che vi siano richiami all’armonia dell’urbanistica rinascimentale. Eppure Kim Jong-un ne è sicuro: quella che ha appena inaugurato nella sua Corea del Nord è la città ideale. Si chiama Samjiyon e secondo i media dell’ultimo regime comunista del mondo, rappresenta “il simbolo della moderna civiltà”. Pur trattandosi di uno dei più celebrati progetti di sviluppo urbanistico della nazione asiatica, l’agenzia coreana Kcna riferisce che ospiterà 4mila famiglie e sarà dotata di una pista da sci e di uno stadio.

Tra propaganda e leggende

Non esattamente, almeno dalla descrizione ufficiale, un emblema di innovazione. Sufficiente comunque per l’intento propagandistico del regime di Pyongyang: presentare al mondo (si fa per dire vista la pressoché totale chiusura all’esterno), un centro urbano dove qualche migliaio di cittadini coreani potrà vivere magnificamente. Secondo la ong National Committee of North Korea, la città ideale è però in netto contrasto con la gran parte del resto del Paese, in cui la popolazione vive in assoluta povertà. Eppure Kim non sembra avere dubbi sulla bontà del progetto, avviato due anni fa in pompa magna.

Samjiyon sorge tra l’altro nei pressi del Monte Baitou, considerato sacro in Corea del Nord e annoverato tra i simboli nazionali: secondo la leggenda (non sempre le leggende nascondono un fondo di verità) qua sarebbe nato Kim Jong-il, padre dell’attuale leader coreano, mentre in cielo comparivano una stella brillante e un doppio arcobaleno. Non si tratterebbe poi di una città costruita dal nulla, visto che molti edifici sono stati ristrutturati e altri abbattuti e poi ricostruiti. Ignoti i costi dell’intera operazione, come non è dato sapere se già qualche coreano si sia trasferito nelle nuove case.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. A ognuno la sua città ideale. Noi avevamo Roma! Va a finire che arriveranno i Coreani per mettere a posto…
    Già sono in giro, giovanissimi, durante il periodo delle vacanze estive, nelle campagne del est Europa, ad insegnare l’ abc della robotica ai ragazzini locali. Ovviamente, con tanto di traduttori.

  2. E dai! Fusaro fa di tutto per far collaborare le buone (!) ali esterne della politica italiana che resta, da troppo tempo, storicamente monca e incapace di volare alta. Rizzo, invece, nella città coreana ideale potrebbe trovarsi bene, salvo non poter più mettersi in mostra!
    Anche il mio è comunque un commento sul semi-serio…

Commenta