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Roma, 23 nov – Walter Ricciardi guarda avanti e lancia allarmi catastrofici paventando la famigerata terza ondata. Il consulente del ministro della Salute mette tutti in guardia dal terribile rischio che si correrebbe in caso di festeggiamenti natalizi non all’insegna della sobrietà, la parola tanto in voga nel governo giallofucsia. Se sciaguratamente si dovessero allentare le restrizioni sotto le vacanze ci sarebbe la terza ondata, dice convinto Ricciardi, “e questo sarebbe insostenibile per i nostri ospedali. In questo momento la pressione in tutta Italia sugli ospedali è terribile“.

Il consulente di Speranza lancia l’allarme contagi tra medici e infermieri

Il medico ex attore intervenendo ad Agorà su Rai3 si cimenta nel suo consueto allarmismo: “Do solo un dato per far capire la pressione sugli operatori: soltanto questo mese si sono contagiati in 27 mila fra medici e infermieri: 900 al giorno“, dice. “E’ chiaro che, se continua, questa pressione non solo rende impossibile curare i pazienti, ma sguarnisce anche la prima linea, perché per quanto tu ti possa proteggere i pazienti li devi assistere, e spesso succede che abbassi la guardia”, continua Ricciardi.

Il Natale di Ricciardi? Lavorare, produrre, muoversi per motivi sanitari. Stop

E’ quindi “assolutamente necessario limitare la mobilità – ecco dove voleva andare a parare il consulente di Speranza – fare in questo momento solo le cose che veramente servono. Lavorare, produrre, muoversi per motivi sanitari, ma tutto il resto per il prossimo mese deve essere assolutamente evitato“. Ricciardi sta parlando del Natale, ovvio. Pure se non lo nomina. Il medico poi plaude a un eventuale ulteriore giro di vite, come proposto dal Cts: “Se c’è qualcuno che con irresponsabilità tende ad assembrarsi, è necessario che ci siano le sanzioni e che queste vengano irrogate con adeguatezza“.

L’esperto minimizza i miglioramenti sul fronte dell’epidemia

“Quello che sta succedendo è un rallentamento dell’aumento” dei contagi da Covid-19 “e l’esperienza ci dice che quando questo succede c’è un appiattimento, quindi c’è un plateau che dura un mese, un mese e mezzo. Dobbiamo perseverare, dipende da noi“, precisa il medico smorzando i facili entusiasmi sui miglioramenti. “Le misure – chiarisce – stanno funzionando perché sono differenziate in funzione delle diverse situazioni epidemiologiche. Quindi abbiamo invertito in qualche modo l’aumento non la curva dell’epidemia. Dobbiamo aspettarci adesso un appiattimento. Quando ci sarà la diminuzione potremo parlare di riaperture o di ritorno a una situazione di maggiore normalità”, avverte.

“Potenziare i trasporti per far tornare i ragazzi a scuola” (Che scoperta!)

Infine, il lampo di genio, si fa per dire. Ricciardi infatti scopre il problema dei trasporti non adeguati e del rischio di contagio a bordo dei mezzi pubblici. “Dobbiamo aprire le scuole quanto prima” perché “è una priorità” per il Paese. Ma sarà possibile farlo “ad alcune condizioni: limitare la circolazione del virus fuori dalle scuole”, quindi in particolare “potenziare i trasporti e scaglionare gli ingressi. Bisogna fare in modo che i ragazzi non si contagino arrivando e uscendo da scuola”, conclude. Bella scoperta.

Adolfo Spezzaferro

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