Milano, 20 dic — Dopo un anno di indagini la Procura di Milano sta per chiedere l’archiviazione dell’inchiesta, avviata un anno fa, sulla presunta esistenza di una «lobby nera» di finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio a carico, tra gli altri, dell’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza e altri esponenti FdI e Lega. Il pm Giovanni Polizzi ha predisposto la richiesta di archiviazione dell’indagine che nei prossimi giorni sarà inoltrata all’ufficio gip.

La lobby nera non esiste, l’inchiesta di Fanpage era fuffa

Il fascicolo venne aperto in seguito all’indagine giornalistica di Fanpage, un vero e proprio attacco al partito in ascesa della Meloni che Alessandro Sallusti chiamò, non a torto, «pagine di giornalismo vigliacco, quello delle registrazioni a tradimento, contro esponenti della Lega o di Fratelli d’Italia» e vedeva indagati l’esponente della destra radicale milanese, Roberto Jonghi Lavarini, il consigliere comunale di FdI Chiara Valcepina, l’eurodeputato leghista, Angelo Ciocca, e il consigliere regionale ex Carroccio Massimiliano Bastoni, tutti accusati di finanziamento illecito e riciclaggio. Sul caso si buttarono a pescecane anche Piazzapulita e La Stampa. 

Ripresi a loro insaputa

L’inchiesta di Fanpage era finita al vaglio della Procura di Milano e sotto la lente d’ingrandimento della Gdf, fino all’istanza di archiviazione. Il fascicolo mirava a verificare se le dichiarazioni dei protagonisti, registrati e ripresi a loro insaputa, descrivevano un presunto sistema di finanziamenti in nero realmente attivo. Nel corso delle indagini erano state perquisite le abitazioni di Jonghi Lavarini e di due amici e collaboratori del «barone nero» Rotunno e Panchulidze. 

Da Fanpage tutto tace

Dalle colonne di Fanpage, intanto, silenzio tombale. Non una riga. «Chi paga per aver infamato? La Befana porterà il carbone a Fanpage e a Piazzapulita?», scrive Senaldi su Libero. «A chi potrà, lo stretto collaboratore della Meloni, chiedere conto, e magari i danni, per un’inchiesta che l’ha messo ai margini della vita politica proprio quando, dopo trent’anni di attività personale immacolata, il suo partito arrivava alla guida del governo?». All’epoca della pubblicazione dell’inchiesta Giorgia Meloni chiese al direttore di Fanpage di poter esaminare il girato del cronista infiltrato per capire se Fidanza avesse realmente accettato finanziamenti illeciti oppure se si trattasse di un servizio montato ad arte. Dopo il secco «no» del quotidiano la leader di FdI respinse al mittente l’invito di partecipare a Piazzapulita

Cristina Gauri

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