Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 lug – L’africano irregolare che ha arrostito un gatto per strada a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, è stato rilasciato. Il 23 enne immigrato della Costa d’Avorio (arrivato in Italia nel 2018) è stato soltanto denunciato a piede libero e dunque da oggi potrà tranquillamente tornare a vagare per strada, sperando a questo punto che non cucini di nuovo un animale domestico. Non resta che affidarsi alla speranza, visto che carcere o rimpatrio non sono stati contemplati. L’uomo se l’è cavata con una semplice denuncia dichiarando ai carabinieri di aver trovato il gatto già morto e quindi di averlo “soltanto” cucinato per mangiarlo senza prima averlo ucciso.

Nessuna condanna

Di fatto il codice penale italiano non prevede pene per chi uccide animali, anche se domestici, “per necessità”. Dunque, nonostante sia stato colto in flagranza di reato e portato subito in caserma, l’immigrato non verrà condannato in base all’articolo 544 bis del codice penale che prevede la reclusione da 4 mesi a 2 anni per “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”. Semplicemente: non è stato dimostrato che è stato lui ad ucciderlo, e lui nega di averlo fatto. E poi visto che “aveva fame”, come ha dichiarato, a prescindere non può ravvisarsi la mancanza di necessità nell’uccidere l’animale. Una scena così agghiacciante e intollerabile in una società civile viene quindi derubricata a gesto non condannabile.

Il possibile status di rifugiato

Ma non è tutto. Come ricostruito da La Nazione, lo straniero è stato accolto per un periodo nel centro per immigrati “Le Caravelle” a Riotorno, in provincia di Livorno. Al momento però è senza fissa dimora. E adesso è in attesa del risultato del ricorso presentato al Tribunale di Firenze per ottenere lo status di rifugiato. La protezione internazionale gli era stata rifiutata, ma a breve i giudici potrebbe anche cambiare idea e l’ivoriano a quel punto avrebbe anche il permesso per muoversi liberamente in Italia.

Alessandro Della Guglia

5 Commenti

  1. Penso che il buon senso di non cibarsi di un animale giá trovato morto sia diffuso a livello mondiale. Solita sentenza ridicola e ‘misericordiosa’ per questa gente; potevano dargli anche 10€ per comprarsi panino e bibita…..
    Come già detto, gesto imperdonabile e spero che anche costui venga mangiato (magari un giorno una famiglia di pantegane lo trova cadavere e se non ne ha schifo se ne ciba)

  2. Accogliere ed integrare sono 2 cose molto differenti…..

    Magari prima di state a Livorno stava a Vicenza….

Commenta