Roma, 26 nov — Lilana Mariukovic, la donna rom balzata agli «onori» della cronaca per aver occupato abusivamente l’appartamento dell’anziano signor Ennio Di Lalla occupava anche un altro alloggio Inps in via Calpurnio Fiamma, nel quartiere Don Bosco a Roma. Lo stesso quartiere in cui abita l’anziano Di Lalla, residente in via Pasquale del Giudice.

La rom che cacciò il signor Ennio di casa è un’occupatrice seriale?

Riguardo a quest’ultima vicenda è indagata a piede libero per occupazione abusiva e danneggiamento la nipote della Mariukovic, Nadia Sinanovic. Ma era stata Lilana, dopo l’operazione di sgombero dei carabinieri, ad annunciare sfacciatamente davanti alle telecamere che avrebbe occupato ancora. E all’epoca nessuno sapeva dell’altra sistemazione abusiva, quella dell’appartamento Inps di via Fiamma. La rom aveva occupato l’immobile compiendo un’effrazione da una delle finestre affacciate sul cortile condominiale, quando l’ultima inquilina aveva riconsegnato le chiavi all’ente. Poi si era allacciata abusivamente alla rete elettrica. Ma in seguito alle proteste degli altri condomini aveva escogitato un pericolosissimo sistema per ottenere elettricità da alcune bombole del gas. Praticamente la donna viveva su di una bomba innescata, che avrebbe potuto far saltare per aria tutto il palazzo.

Lo sgombero

La donna è stata denunciata per furto di energia elettrica e invasione di edifici, e in seguito al sopralluogo dei militari dell’Arma, ha preso armi e bagagli e ha sloggiato dall’appartamento. I carabinieri hanno murato porte e finestre mentre il personale dell’Acea ha rimosso e piombato gli allacci abusivi.

«Secondo i residenti, solo negli ultimi mesi sono molte le famiglie che si sono insediate in questa zona in modo del tutto illegale — è la denuncia del consigliere regionale leghista Laura Corrotti — aumenta così la paura tra i cittadini costretti a convivere con questa situazione di allarme che evidenzia sempre più una vera e propria organizzazione mirata all’occupazione di appartamenti nella Capitale». L’operazione di sgombero condotta dai carabinieri, è un atto «di legalità che trovano pian piano sempre più spazio grazie anche ad un grande lavoro di informazione che non smette di fare luce su queste vicende che interessano la proprietà privata».

Cristina Gauri

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