Roma, 30 mag — Roma sprofonda nel degrado tra buche, immondizia, criminalità e servizio di trasporti pubblici da terzo mondo, ma il sindaco Gualtieri palesa la propria presenza per annunciare una bella maxi-mancia ai rom, nell’ambito di un ambizioso — quanto inutile — progetto che mira a chiudere sei campi nomadi della capitale — Candoni, Salviati e Lombroso — in sette mesi e inserire stabilmente nella società i residenti.

Gualtieri e la mancia ai “suoi” rom

Stando a quanto riportato dal Messaggero, nel solco — fallimentare — già tracciato dalla Raggi, il comune destinerà fino a diecimila euro di aiuti economici per «sostegno alloggiativo, regolarizzazione dei documenti di soggiorno e di residenza, inserimento nel mondo del lavoro e scolarizzazione dei bambini». Con buona pace dei romani in difficoltà economica i quali da anni attendono che l’amministrazione batta il proverbiale colpo. Invece ora Gualtieri pensa alla soluzione «non traumatica» per superare il sistema dei campi rom. Sono in tutto duemila i nomadi da «convincere con le buone» entro il 31 dicembre

Cosa prevede il piano nomadi

Il progetto in appalto prevede la regolarizzazione dei documenti dei nomadi, quindi si passa all’ «orientamento, consulenza e informazione per l’accesso al mercato del lavoro», tramite «l’attivazione di tirocini e corsi di formazione», e «attivazione di laboratori educativi e di apprendimento e sviluppo di abilità professionali dedicati agli adolescenti e ai giovani adulti». Non è tutto. Per l’avvio «di piccole realtà imprenditoriali» delle famiglie rom e a sostenere «spese per acquisizione di licenze, patenti ed espletamento pratiche» verranno messi a disposizione fino a 5mila euro a nucleo, slegati dal contributo da diecimila euro per le finalità abitative, per ottenere il quale è necessaria «la sottoscrizione e la registrazione del contratto di locazione per alloggi singoli o in coabitazione e sarà erogato direttamente ai proprietari degli immobili locati», per un importo massimo di 800 euro al mese.

Nel frattempo continua lo sgombero con lo sgombero delle 128 famiglie rom rimaste nel campo di Castel Romano (in tutto 570 persone). I fondi stanziati per ricollocare i residenti ammontano a circa 357 mila euro. «Abbiamo pubblicato anche un avviso pubblico di co-programmazione per superare il sistema dei campi — spiega Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali — Abbiamo l’obiettivo ambizioso di mettere in campo progetti concreti di inclusione e accompagnamento all’uscita dai campi, con attenzione particolare ai bambini, ma lo possiamo fare solo insieme: amministrazione, terzo settore, associazioni di volontariato». Per i nomadi, i rubinetti sono sempre aperti.

Cristina Gauri

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