Roma, 17 set — Immaginatevi essere seduti su di una panchina, tranquillamente contemplando il verde di un parco cittadino, immersi nei propri pensieri: all’improvviso un’immigrata salta fuori dai cespugli e vi aggredisce alle spalle, staccandovi un orecchio a morsi. 

Riposa al parco, immigrata gli stacca un orecchio a morsi

Scene di ordinaria, riuscitissima integrazione: è successo a Roma ieri mattina, intorno alle 9:30, nella placida cornice del parco Villa De Sanctis, nel quartiere multietnico di Torpignattara. Vittima e protagonista della furia cannibale della donna un uomo di 64 anni, che come detto, si trovava steso sopra una panchina a riposare. Secondo quanto riportato da AdnKronos all’improvviso è stato avvicinato e aggredito senza motivo da una donna di 37 anni, che con scatto fulmineo lo ha sorpreso alle spalle addentandogli l’orecchio. Ben decisa a non mollare la presa, l’immigrata, originaria di Haiti, ha strappato violentemente il padiglione auricolare del malcapitato riuscendo quasi a staccarlo del tutto.

Scena da film horror

Le persone che si trovavano all’interno del parco, allertate dalle urla del 64enne, si sono ritrovati di fronte a una scena da film dell’orrore: l’uomo, riverso in un lago di sangue, presentava l’orecchio mezzo staccato e gridava dallo spavento e dal dolore. I presenti si sono quindi premurati di chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, con le volanti e le pattuglie del commissariato di zona, che hanno prontamente fermato e arrestato l’immigrata, la quale si trovava ancora nel parco. La donna, già nota alle forze dell’ordine, è finita in manette con l’accusa di lesioni gravissime. L’uomo, soccorso dai sanitari del 118, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Vannini in codice rosso.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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