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++ Bimbo morto: tre denunciati per omicidio colposo ++Roma, 10 lug – Ci sono tre indagati per la morte del bambino di 4 anni precipitato ieri nel vano ascensore della stazione Furio Camillo della metro di Roma. Si tratta di un addetto Atac e di due vigilantes.
Quel che è certo è che la dinamica dell’incidente ha dell’assurdo. Il piccolo, ieri, era con la madre, Francesca Giudice 43 anni, quando è salito in ascensore per scendere sulla banchina. L’elevatore però si è bloccato.
Un addetto alla sicurezza ha provato a mettere in atto una procedura di emergenza, cercando di allineare l’ascensore bloccato a un altro per far trasbordare i passeggeri. Le porte si sono aperte all’improvviso: tra i due elevatori c’era uno spazio al centro di oltre un metro. Qui è finito il ragazzino, che è precipitato per 20 metri nella tromba dell’elevatore. Quando sono arrivati i vigili del fuoco per il piccolo non c’era ormai più niente da fare.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco oltre a tre ambulanze del 118. La mamma e un’addetta della metro, che ha provato ad aiutare la donna, sono state trovate in stato di choc. Sul posto si è recato anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, accolto dagli insulti dei cittadini.
Gli inquirenti, comunque, sono al lavoro. Sotto accusa l’addetto Atac che ha provato ad effettuare una manovra di emergenza del tutto fuori dalle regole. Si cerca soprattutto di capire perché l’uomo, pur non essendo abilitato a quel tipo di manovra, abbia deciso di intervenire, considerato che una squadra di soccorso era già stata allertata.
 



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