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Roma, 25 giu — In America decapitano il monumento a Cristoforo Colombo, qui imbrattano la statua della porchetta. E’ successo a Roma dove questa notte alcuni attivisti del gruppo animalista Alf hanno versato un barattolo di vernice rosso sangue sulla «porchetta della discordia». Parliamo della la scultura posta in una piazza del rione Trastevere, nella Capitale, la cui apparizione aveva tanto aveva infiammato il dibattito nei giorni scorsi.



La porchetta vandalizzata dall’Alf

Stamattina la porchetta si è presentata così ai trasteverini che uscivano dai portoni: con il muso e il dorso insanguinati, e a qualcuno, al primo colpo d’occhio, è venuto in mente che potesse trattarsi veramente di materiale ematico. Ma è bastato avvicinarsi per capire che era vernice. Su uno dei lati del basamento su cui poggia la scultura, gli autori del vandalismo si sono firmati Alf, acronimo di Animal Liberation Front.

Che cosa è l’Alf

L’Alf opera dal 1976 con azioni dirette nei confronti di enti, associazioni o istituzioni che, a discrezione dei membri dell’Alf stessi, si siano resi colpevoli di atti contrari all’etica animalista. In che modo? Attuando azioni di sabotaggio, vandalismi, intimidazione e turbative dell’ordine pubblico. Scopo dell’Alf è «causare deliberatamente perdite finanziarie a coloro i quali sono ritenuti colpevoli di attuare procedure di sfruttamento degli animali, con il ricorso al danneggiamento e alla distruzione della proprietà». Negli è balzata agli onori della cronaca internazionale per aver rubato animali da laboratori di vivisezione, vandalizzato allevamenti e «liberato» gli animali in essi allevati, esploso ordigni e recapitato alimenti avvelenati. 

La scultura della discordia

 Nei giorni scorsi i trasteverini avevano bocciato quasi all’unanimità il monumento alla porchetta. E siccome è rappresentato un «povero» suino ammazzato, pure gli animalisti della Lav si sono inalberati. «Così si offende la sensibilità di 300 mila romani vegani e vegetariani», aveva tuonato la Lega anti vivisezione. Amedeo Longo, creatore della scultura, aveva cercato di sdrammatizzare, ma senza sortire alcun effetto: «La porchetta, alimento tipico laziale, ironico e beffardo! – aveva fatto notare Amedeo Longo – Il cibo degli opposti: popolare e nobile, democratico e monarchico, papalino e infernale… Sono le anime di una città che si ricercano passeggiando, spinti da un desiderio di scoperta e da spirito di condivisione…». A metterci il carico da cento è arrivata stanotte l’Alf.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. è migliorata esteticamente. Non che ci volesse molto..Era talmente brutta anche prima..
    Ovviamente sto scherzando. Almeno ora ha quel “non so chè” di horror. Intendiamoci: io sono per la libertà di espressione, esiste anche il gusto estetico però, esprimo solo il mio parere: in una bella città come Roma quel bruttissimo monumento è un pugno in un occhio. Io se avessi una casa nel quartiere chiederei i danni dal deturpamento estetico dovuto a quella statua.(è un modo di dire ovviamente)

  2. Ma poi una curiosità: non è da ambienti dei “sinistrati” che viene questa schifezza?
    Si.
    Proprio gli stessi che hanno appoggiato gruppi che hanno praticato la deturpazione di “vere” opere d’arte, che rappresentavano la storia dell’occidente.. Opere irripetibili. Che rappresentavano l’architettura e la storia di città e nazioni? Si.
    Allora che cazzo vogliono, ora che gli hanno deturpato quella schifezza che non vale nemmeno un millesimo, dei danni che hanno fatto “loro” amici nel nome di un immondo progressismo estremo?
    Certamente verrebbe da dire: chi è causa del suo mal..pianga se stesso. Insomma: come minimo se la sono “cercata”.
    L’idea la trovo orrenda e non valorizza per niente il made in Italy, a mio modesto parere, fra l’altro.

  3. I vegano sono froci si sa’ . moltissimi frocioni e lesbiche sono dei maiali che non apprezzano il maiale

  4. beh hanno fatto bene un opera schifosa , per molte persone vegetariane , vegane, o anche che non apprezzanno la cultura dell’uccisione del turbocapitalismo predatorio!

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