Milano, 23 dic – Gli otto imputati nel processo per il saluto romano al “Presente” per Sergio Ramelli, del 29 aprile 2016, sono stati assolti oggi in primo grado dal giudice Teresa Ferrari Da Passano – della VI sezione penale del tribunale di Milano – “perché il fatto non costituisce reato“. Secondo l’accusa, gli otto militanti di destra avevano risposto alla chiamata del “Presente” per Sergio Ramelli, Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi, violando l’art. 2 del decreto legge 122/1993 perché avrebbero “compiuto manifestazioni esteriori proprie e usuali di organizzazioni e movimenti tra cui anche il Partito Nazionale Fascista”. Un’accusa che evidentemente i giudici hanno ritenuto del tutto insussistente, visto che tutti gli imputati sono stati assolti.



“Vista la piega che aveva preso il processo, e considerati gli ultimi orientamenti della Corte d’appello di Milano non eravamo sereni – ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Antonio Radaelli che difende due imputati, Stefano Del Miglio e Fausto Marchetti – il giudice deve aver seguito la linea della nostra discussione, le testimonianze dei reparti della Digos, l’ispettore presente e l’agente della Scientifica che materialmente ha analizzato i filmati. Il pm Piero Basilone aveva chiesto 5 mesi per tutti gli imputati, aspettiamo le motivazioni, ma intanto per noi oggi è una bella soddisfazione“.

Saluto romano a commemorazione: nessun reato

Per l’ennesima volta dunque viene ribadito dai giudici che il saluto romano durante una commemorazione non è affatto un reato. Difatti anche nel settembre 2019 vennero assolti – dalla Corte di Appello di Milano – i 16 imputati nel processo per il “Presente” del 29 aprile 2013 a Sergio Ramelli, studente del Fronte della Gioventù ammazzato a Milano nel 1975 a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

Ancora prima, nel dicembre 2017, la I sezione di Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Milano contro la sentenza con la quale la Corte d’Appello del capoluogo lombardo aveva confermato l‘assoluzione del vicepresidente di CasaPound Italia Marco Clemente e di un altro militante del movimento, processati proprio per aver fatto il saluto romano durante una commemorazione (29 aprile 2014) sempre di Sergio Ramelli.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. Una piccola soddisfazione verso un ipocrisia sconvolgente, un saluto idealista che in nessun modo deve essere una provocazione come il pugno chiuso per la sinistra, ma uno scambio di amicizia fra due persone che condividono gli stessi interessi politici, senza per forza dover giustificare gli errori della storia.

  2. Tagli continui alla spesa pubblica per insufficienza di soldi, milioni di cause in arretrato, ma tempo e denaro per tali sciocchezze si trovano sempre!
    I VERI delinquenti ringraziano.

  3. sono contento per la sentenza…..ma visto che avete fatto un po di storica,per informazione, vi faccio presente che il sottoscritto negli anni 80 si è beccato una condanna per lo stesso motivo di parecchi mesi,Eravamo , è vero ,difesi dal “grande La Russa”

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